Pubblica assistenza di Rosignano, serata amaracord per i quarant’anni del servizio antincendio

Duecento persone, con tanti ex volontari, nella sede di Pel di lupo. Il presidente Cecchini: «Grande squadra, un traguardo importante» 

ROSIGNANO. Quarant’anni di servizio antincendio boschivo per la Pubblica assistenza di Rosignano. Che il presidente dell’associazione, Cristiano Cecchini, ha celebrato davanti ai circa 200 invitati alla cena organizzata nel piazzale della sede in via Pel di lupo. Volontari, ex pompieri, squadre dei sodalizi non solo della zona giunte a congratularsi: ai tavoli erano seduti tutti, perché se dal 1981 a oggi l’attività è cresciuta, il merito è del gioco di squadra che uomini e donne in divisa hanno sempre sostenuto. «Sono soddisfatto – ha detto Cecchini nel breve intervento – perché ai ragazzi il lavoro e il confronto fuori dal nostro territorio piacciono».

Le grandi storie nascono spesso da un episodio, che in questo caso coincide con una catastrofe: il terremoto del 1980 in Irpinia, che rende necessario istituire la Protezione civile in Italia. A Rosignano si organizzano e l’anno successivo costruiscono la prima torretta per l’avvistamento a Poggio Pelato. Luca Bolognesi, medico del reparto malattie infettive all’ospedale di Livorno, c’era. «Ero volontario alla Pubblica assistenza dal 1974 – racconta – e nel novembre 1980 partii subito per la Campania insieme al professor Roberto Musiani e al suo staff chirurgico. Componemmo la colonna mobile della PA Toscana, portammo viveri e cibo alle popolazioni colpite dal sisma. Durante uno dei sopralluoghi, scoprimmo che, dentro a una casa di campagna, i proprietari avevano steso una coperta addosso a un ciuco, l’unico bene loro rimasto. Sì, all’epoca la Protezione civile non esisteva, noi avevamo la sottosezione della PA dentro a un garage di via Metastasio. Per strutturarla, andammo in Comune a parlare con l’allora assessore Mario Volpato. Ci sostenne e noi iniziammo poco dopo i corsi di formazione per l’uso corretto dei mezzi antincendio alla Cecinella di Marina con la Forestale. Avevamo due persone in torretta a Poggio Pelato e tre sul camioncino. L’inizio fu avventuroso ed entusiasmante. Le operazioni compiute sono state tante, ma non dimenticherò mai il devastante incendio delle colline livornesi nell’agosto 1990. C’ero e, lavorando senza sosta, lo fermammo sul crinale sopra al fiume Chioma».

Oggi, circa 50 persone indossano la divisa e a turno guidano i cinque moderni mezzi – più due di sostegno – per spegnere le fiamme. Dai bidoni fissati sui pianali si è passati alle moderne e potenti pompe a getto d’acqua. Nel 1981, ricorda Cecchini, decisiva fu la collaborazione con il gruppo scout Rosignano 1 dell’Agesci per dare il via all’attività, che negli ultimi anni si è estesa soprattutto fuori provincia, ovvero in Versilia e nelle zone di Grosseto e Pisa. La festa, arricchita dal concerto del gruppo rock RB-31, si è svolta davanti alla nuova sede, a poca distanza dalla zona che quarant’anni fa ad agosto prese fuoco e impegnò subito la squadra da poco costituita. Oltre ai delegati di Cecina e Collesalvetti, erano presenti il sindaco di Rosignano Daniele Donati – ex presidente della Pubblica assistenza e volontario – e l’ex sindaco di Livorno Filippo Nogarin, a lungo in servizio, e varie associazioni.

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