Con gli Uffizi Diffusi la grande arte sbarca a Bibbona

In piazza arriva il direttore della Galleria. Con lui il presidente Giani e il direttore del Tirreno

BIBBONA. Il progetto “Uffizi diffusi” entra nel vivo e sarà lo stesso direttore del celebre museo fiorentino Eike Schmidt a parlarne nell’ambito di un incontro speciale che si terrà a Bibbona. Domani (sabato 31), infatti, Schmidt sarà ospite del borgo per illustrare nel dettaglio il grande piano di diffusione d’arte e cultura sul territorio messo a punto in questi mesi. L’evento si svolgerà in piazza della Vittoria e il suo belvedere: «Sarà l’occasione – sottolinea il sindaco di Bibbona, Massimo Fedeli – per portare l’arte fuori dai confini istituzionali, in un momento di condivisione di valori e idee che ospiteremo con orgoglio ed emozione. Ringrazio il direttore Schmidt per aver scelto il nostro borgo per questa iniziativa di approfondimento su un progetto meritorio quale sono gli “Uffizi Diffusi”». Ospiti della serata, che avrà inizio alle 21.30, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani e la direttrice della direzione Beni, istituzioni, attività culturali e sport della Regione Toscana, Elena Pianea mentre sul palco saliranno il direttore delle Gallerie Eike Schmidt, la consigliera comunale con delega alla cultura Cristina D’Amato e il direttore del quotidiano Il TirrenoStefano Tamburini.

Il programma, ispirato dalla visione di un turismo post Covid-19 più slow e incentrato su una fruizione dei beni culturali più rilassata, prevede di diffondere opere dai depositi degli Uffizi, portandole in tante città e paesi della regione, per mostre, prestiti o altre iniziative, contribuendo a decongestionare i flussi di visita, a promuovere nei cittadini la consapevolezza del loro comune patrimonio storico-artistico e valorizzando le bellezze del territorio toscano. «Ci saranno almeno 60, ma anche 100 sedi per gli Uffizi Diffusi – aveva spiegato nello scorso marzo il direttore Schmidt durante un’audizione in consiglio regionale – L’arte non può vivere solo di grandi centri espositivi. Occorre dotarsi di una prospettiva policentrica, con il patrimonio artistico distribuito il più possibile sul territorio e, ove possibile, nei luoghi dove e per i quali è nato. Agli Uffizi abbiamo oltre tremila capolavori esposti e altri ancora saranno disponibili per il museo. Gli Uffizi Diffusi servono per portare “a casa” delle persone opere d’arte che ora non può vedere nessuno». —