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Si sente male dopo l’escursione in bici: ingegnere di 54 anni muore in piazzetta

Ha avuto un malore su una panchina a Nibbiaia. Inutili i tentativi di rianimazione. Gli amici: «Un uomo fantastico»

NIBBIAIA. Quel senso di fatica e la necessità di fermarsi a riprendere fiato su una panchina. Poi, all’improvviso, un grido di dolore rompe il silenzio di una mattinata estiva.

Francesco Grassini era nella piazzetta di Nibbiaia quando si è accasciato a terra. Un malore l’ha stroncato a 54 anni durante una delle sue escursioni in bicicletta. Di professione faceva l’ingegnere. Era impiegato all’Esa, in Olanda, ma spesso trascorreva le sue vacanze a Quercianella, insieme alla moglie. «La sua scomparsa è una grande perdita per tutti noi», dicono gli amici.

La più grande passione di Grassini, come confermano gli amici, era proprio la bicicletta. E ieri mattina era partito prestissimo da Quercianella, dove condivideva una seconda casa con la moglie, per fare una passeggiata sulle strade attraverso i colli dell’entroterra.

Erano all’incirca le 6 della mattina quando, arrivato a Nibbiaia, ha iniziato a sentirsi poco bene. Pare che in precedenza avesse pedalato per circa sette chilometri. Poi è sceso dalla bicicletta e si è seduto su una delle panchine della piazzetta di Nibbiaia.

A un certo punto una residente ha sentito un lamento. Le è anche sembrato che qualcuno stesse chiedendo aiuto. Così si è affacciata alla finestra e ha visto un uomo sulla panchina, sofferente. L’ha quindi raggiunto e l’ha visto accasciarsi al suolo. Ha dunque dato l’allarme.

Sul posto la centrale operativa del 118 ha inviato un’ambulanza della Pubblica Assistenza di Rosignano Marittimo col medico a bordo e un mezzo della Misericordia del Gabbro. I soccorritori hanno provato più volte, in ogni modo, a rianimarlo, ma l’uomo ma non si è mai ripreso. È morto poco prima delle 7 e il corpo è stato recuperato da un mezzo della Svs di Livorno, che l’ha trasportato all’obitorio del cimitero di Rosignano. La sostituto procuratore Sabrina Carmazzi ha quindi disposto l’autopsia sulla salma, in modo tale da capire quale sia stata l’esatta causa della morte.

Per capire, cioè, che cosa possa aver causato il malore, forse un infarto, che gli è stato fatale. Oltre alle ambulanze di Pubblica Assistenza e Misericordia, nella piazzetta di Nibbiaia sono arrivati anche i carabinieri della Compagnia di Cecina guidata dal capitano Christian Bottacci. I militari si sono occupati di ricostruire i fatti e si sono messi in contatto con i familiari dell’uomo.

Originario di Firenze, Francesco Grassini ha vissuto per un certo periodo di tempo a Roma, dove abitano i suoi genitori. Poi si è trasferito in Olanda, dove aveva conosciuto la moglie. Ed è qui che lavorava ultimamente, come ingegnere per l’Esa, European space agency. A Quercianella però aveva una casa e qui tornava spesso. Perché amava la nostra costa e appena avevadel tempo libero si godeva un po’ di mare insieme alla moglie. Grassini, oltre che un ingegnere, era anche un grande sportivo.

Aveva la passione per la vela, ma soprattutto amava andare in bicicletta. Specialmente in vacanza, saliva molto spesso in sella e percorreva chilometri nel verde, in pianura o tra i colli. E gli piaceva condividere questa passione con gli amici, a cui parlava spesso di quanto adorasse quei giri in bicicletta.

Ingegnere, marito e sportivo, chi conosceva Grassini lo descrive come una persona buona e gentile. Uno che era sempre pronto a dare una mano agli altri e che non si tirava mai indietro quando c’era bisogno di dare una mano.

Amici e conoscenti dicono che era un uomo molto gentile e che amava trascorrere il suo tempo con gli altri. In tanti, poi, lo ricordano come una persona molto socievole e allegra. Come un uomo educato e molto intelligente. Pur vivendo all’estero, a Quercianella aveva stretto forti amicizie, che erano nate durante le vacanze ma che poi, anno dopo anno, si erano consolidate.

«La notizia della morte di Francesco ci ha sconvolti incredibilmente. L’abbiamo visto in questi giorni e stava bene - dicono alcuni amici - E per tutti noi è una grandissima perdita». —

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