Tra vaccini e politica il borgo si divide sull’evento annullato

Covid-19 e rischio contagi: stop a “Un calice e un violino” L’opposizione: «Il sindaco è poco rispettoso dei cittadini»

SASSETTA. «Inopportuna». Così viene bollata la linea dura del sindaco di Sassetta Alessandro Scalzini dall’opposizione. La sua decisione di far saltare l’evento “Un calice e un violino”, in calendario il 3 agosto, appuntamento enogastronomico annuale con i prodotti tipici del territorio che richiama centinaia di ospiti, risulta indigesta.

«Il primo cittadino attribuisce l’annullamento alle poche persone vaccinate», sottolineano il capogruppo di Lista civica per Sassetta Nicola Leonardi e i consiglieri Barbara Lazzerini e Marco Bertocci. Che aggiungono: «Dipinge erroneamente il paese come “non vax”, denigrando l’immagine di Sassetta da un punto di vista turistico e commerciale». Scalzini, che tra l’altro è medico, si è detto costretto ad assumere la decisione. «Lo abbiamo cancellato dall’agenda – ha spiegato al Tirreno – a causa della bassa percentuale di vaccinati tra i residenti». Stando alle rilevazioni dell’Azienda sanitaria Toscana Nordovest, aggiornate alla metà di luglio, il 38 per cento dei sassetani ha ricevuto la prima dose e il 23 per cento la seconda. Da qui lo stop all’evento che incrocia i dati sulla vaccinazione con l’incremento generale dei contagi e l’attesa affluenza di centinaia di persone che Un calice e un violino è in grado di attrarre normalmente. Il tutto con le difficoltà a garantire controlli e condizioni ritenute minime per il distanziamento tra le persone. Tanto che vengono comunque mantenuti tutti gli altri appuntamenti del programma estivo in cui lo svolgimento permette un adeguato controllo e il distanziamento necessario.


Gli esponenti civici di Per Sassetta danno una diversa lettura. «Il sindaco dimostra poco rispetto per i cittadini, che a tutt’oggi non hanno nessun obbligo vaccinale, eccetto medici e operatori sanitari – sostengono –. Esprimiamo vicinanza e solidarietà a tutti i paesani, convinti che il sindaco debba rispettare e salvaguardare la volontà individuale di ogni singolo cittadino, che è sacra in democrazia». —

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