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Alcol da asporto, i locali di Cecina si dividono sul divieto di vendita dalle 2 alle 8

Uno scorcio serale in viale della Vittoria; nelle foto in alto a sinistra Gianni Vaccaro, bar Wimbi e Speranza Matteo, Gran Cafè; in basso a sinistra Ersilio Samperi, Dr. Drink e Francesca Maestrini, Il Barrino

C’è chi è d’accordo con l’ordinanza: «Così si tutela la sicurezza dei cittadini». I contrari: «Non risolve il problema»

CECINA. Ai punti vincerebbero i “favorevoli”, anche se il vantaggio risicato e le varie voci raccontano di uno scenario più variegato rispetto a quello che emerge dai semplici numeri. Parliamo delle opinioni che arrivano dai titolari di alcuni locali di Cecina il giorno dopo l’ordinanza del del sindaco Samuele Lippi che vieta la vendita di alcol da asporto la notte.

L’ordinanza


Il testo messo nero su bianco «prevede limitazioni in merito alla vendita, somministrazione e consumo di alcolici, superalcolici e qualsiasi altro genere di bevande in contenitori di vetro e non» fino al 31 agosto, allargando a tutti i materiali dei contenitori. Certo, restano le eccezioni del caso. Quando? Verso i clienti che “consumano” all’interno del locale, quelli seduti nei tavoli all’aperto – sempre dell’attività – e quelli che fanno il paio con gli alimenti (esempio gettonato: pizza e birra acquistati nel solito punto). E, disciplina sempre l’ordinanza, è vietata la «detenzione di bevande in contenitori di vetro per il consumo delle stesse su area pubblica», se non quando correlate «in via principale all’acquisto o alla detenzione di alimenti destinati a costituire un pasto». «Dalle 2 alle 8 di ogni giorno l’ordinanza» prevede dunque «il divieto di somministrare e vendere alcolici e superalcolici», con le stesse eccezioni del primo punto. Il rischio di sanzioni per chi sgarra si traduce in cifre che possono andare dai 500 fino a 5 mila euro. Chiaro l’obiettivo: sferzare colpi a quella che viene spesso definita “mala-movida” con atti che hanno poco a che fare talvolta con il divertimento serale e che invece scivolano in episodi di violenza.

I favorevoli

E un primo motivo che incassa l’ok di alcune attività è proprio questo. «Sono sempre stato d’accordo, così tuteliamo la sicurezza e il benessere dei cittadini. Dentro al locale siamo responsabili e possiamo controllare, fuori diventa difficile e il vetro si può trasformare anche in un’arma. Per questo ben vengano regole come queste», dice Marzio Porri del Dan Kafé di Cecina. Chi è sostanzialmente d’accordo e, anzi, aveva già sposato questa linea, è Gianni Vaccaro, titolare del bar Wimbi beach: «Ma francamente a me cambia poco, d’altronde già da tempo noi adottiamo quanto si legge nelle ultime ordinanze», fa sapere. Insomma, non solo d’accordo, ma quasi precursori. «Sono favorevole, soprattutto in questo momento storico: certo, a noi dopo le 2 di notte non incide poi molto, parecchie attività cominciano già a chiudere a quell’ora, ma in linea di massima si possono contenere vari problemi», è l’endorsement che arriva al Municipio anche da Speranza Matteo che è la titolare del Gran Cafè.

I contrari

Questo il fronte del “sì”, ma la realtà che emerge dai pareri dei locali è più sfumata, non è netta e difficilmente rientra nel perimetro del semplice schieramento. «Rispetteremo questa, come le altre ordinanze, lo sottolineo. Però trovo che sia l’ennesima limitazione alle attività in un periodo che non è davvero semplice e che “cozza” per di più se ci pensiamo con quelle che sono le norme anti-Covid. Se ho terminato i posti fuori a sedere, tra le eccezioni che consentono la vendita ho la consumazione interna: ma dentro non dovrei avere le limitazioni per il distanziamento? E quindi? I problemi non si risolvono così, con nuovi divieti che si aggiungono ad altri, bensì impiegando i soldi non spesi per gli eventi per un maggior impegno in termini di sicurezza: di tasca mia tiro fuori 6 mila euro a stagione per la sicurezza privata, come “buttafuori”…», riflette Ersilio Samperi del bar Dr. Drink beach che in coda si appella al «buon senso» come ricetta. La chiosa è affidata a Francesca Maestrini del Barrino, locale nella pineta a Marina di Cecina da un paio di stagioni gestito dall'imprenditore Leone Picci. «Per scelta noi chiudiamo prima delle 2 di notte, però francamente non è comprensibile: se un’attività fuori ha posti a sedere contenuti mi limiti parecchio, anche perché la “ciccia” è condensata in un paio di mesi, giusto per la bella stagione luglio-agosto. Non sono favorevole proprio per questo: perché è un’altra limitazione che però, si sa, non risolverà il problema per cui è stata emessa». —

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