Contenuto riservato agli abbonati

Finisce in Tribunale la vertenza Della Gherardesca-Comune di San Vincenzo

La strada della Principessa, che costeggia il Parco di Rimigliano

Oggetto del contendere la transazione del 2004 su 80 ettari del Parco di Rimigliano tornati di proprietà pubblica e ora contestata. Il Tar rimanda alla giustizia ordinaria

SAN VINCENZO. Doveva essere la soluzione che metteva tutti d’accordo. Una pietra tombale su un complesso contenzioso arrivato a contare sette cause civili e quattro ricorsi amministrativi.

Era il 2004 quando la transazione venne votata dal consiglio comunale di San Vincenzo. L’intesa, sotto la regia dell’allora sindaco Michele Biagi, metteva ordine con la famiglia Della Gherardesca. A diciassette anni di distanza si è tornati al punto di partenza.


La transazione definiva la proprietà pubblica del parco di Rimigliano e una cifra per chiudere le pendenze. Nel pacchetto anche la destinazione urbanistica della Villa dei Cavalleggeri, con la previsione di nuove volumetrie a uso residenziale per 940 metri quadrati. A distanza di dieci anni Costanza Della Gherardesca, Costantino Della Gherardesca Verecondi e Olimpia Gaetani Dell’Aquiladi Aragona contestano L’inadempimento del Comune e chiedono la risoluzione della transazione con restituzione delle aree cedute e risarcimento dei danni. Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana viene presentato nel 2014. La sentenza è dello scorso 28 giugno.

I giudici amministrativi non decidono nel merito del ricorso, dichiarano il difetto di giurisdizione e rimandano alla giustizia ordinaria. Tanto basta però per avere la cognizione di quel che c’è in ballo. La transazione del 30 dicembre 2004 consentiva al Comune di divenire proprietario di circa 80 ettari di macchia mediterranea a Rimigliano, terreni che partono da Villa dei Cavalleggeri fino a sud del podere Nido dell’aquila. Insomma buona parte del parco costiero di Rimigliano non era ancora di proprietà pubblica nel 2004. A differenza di un primo nucleo di 30 ettari donato da Uguccione Della Gherardesca al Comune negli anni Settanta a cui si aggiunsero altri 20 ettari di macchia espropriata.

Nel 2004 per effetto dell’accordo tra le parti il Comune chiudeva undici vertenze, tra civili e amministrative, con la famiglia Della Gherardesca e acquisiva una fascia di 30 ettari di macchia mediterranea con una spesa di 1.770.000 euro, di cui un milione a chiusura di tutte le pendenze e il resto per la cessione del bosco. Nella transazione anche l’impegno a mantenere la destinazione urbanistica di Villa Cavalleggeri e le previsioni di nuova edificazione. C’è un passaggio della sentenza del Tar in cui si sottolineano i rinvii determinati dall’approvazione di una nuova disciplina urbanistica. Disciplina che tuttavia sarebbe ritenuta tardiva dai ricorrenti e, comunque, non completamente satisfattiva degli obblighi derivanti dall’atto di transazione. Cade nel vuoto anche la richiesta del commissario prefettizio, avanzata il 15 maggio, di un ulteriore rinvio dell’udienza, per «consentire alla nuova amministrazione di concludere il procedimento di approvazione del Piano operativo in corso da tempo».

Il tempo concesso al Comune dai Della Gherardesca si è esaurito. Al punto che hanno deciso di avvalersi della previsione dell’articolo 1453, 3° comma del codice civile: dalla data di domanda di risoluzione l’inadempiente non può più adempiere la propria obbligazione.

Ora quelle vertenze accantonate nel 2004 almeno in parte potrebbero riaprirsi. All’epoca, si paventava il rischio per il Comune di esborsi a sei zeri. La cifra oscillava intorno ai 9 milioni di euro. All’origine dei contenziosi aperti fino all’epoca da parte dei Della Gherardesca il non aver mai accettato il prezzo riconosciuto per gli espropri fatti dagli anni Ottanta in poi di terreni in varie zone del paese. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA