Contenuto riservato agli abbonati

Nella vecchia cava dismessa di Castagneto una cantina monumentale: Dievole ha già ritirato i permessi

Il rendering della cantina monumentale della società Dievole che nascerà nella cava dismessa di Cariola

È pressoché conclusa la messa in sicurezza dell'area di scavo di Cariola, dove sarà realizzato il progetto dell'architetto Tori

CASTAGNETO. La messa in sicurezza della cava di Cariola, chiusa da oltre trent'anni, è pressoché conclusa. La prossima settimana si procederà alla rimozione dei materiali di risulta, che verranno recuperati. Parte nel cantiere, per adeguare la viabilità di accesso, e il resto nella costruzione della cantina. Un'opera monumentale per l'inserimento nel paesaggio, capace di ridare un senso alla ferita nella collina. A quel vuoto che alla fine dei lavori, transitando dalla Vecchia Aurelia, non sarà più visibile. Il colpo d'occhio promette il verde della vegetazione e l'accenno di un segno architettonico. Una sorta di terrazza, che è parte dell'edificio progettato dallo studio dell'architetto Bernardo Tori, quello che nel bolgherese ha firmato la cantina Argentiera. Il permesso a costruire è stato ritirato negli uffici del Comune di Castagneto Carducci dalla società Dievole il 10 giugno. Una data che dà la misura del cambio di passo. Obiettivo dichiarato: la vendemmia 2023 sarà fatta nella nuova cantina. "Il cantiere per il nuovo edificio dovrebbe essere avviato alla fine di settembre", dice il direttore generale di Dievole Stefano Capurso.In tutto 380 ettari, di cui 95 coltivati a vigneto, suddivisi tra due tenute: Meraviglia e Le Colonne.

Una ripartizione che è figlia del territorio e porta a diverse vinificazioni. A Meraviglia si legano i vigneti della parte più alta della proprietà. «Qui abbiamo preso una strada un po' talebana, stiamo procedendo alla progressiva sostituzione dei vigneti per arrivare nell'arco di tre anni ad avere il 100 per cento di Cabernet Franc, siamo già a 27 dei 36 ettari previsti», afferma Capurso. Mentre a Le Colonne, nei vigneti pedo-collinari e di pianura, si punta sui classici blend bolgheresi, oltre al Vermentino. «La particolarità che accomuna le due tenute riguarda l'agricoltura biologica - dice -. Siamo certificati dalla vendemmia 2019. L'altra caratteristica è l'affinamento. Puntiamo a sperimentare in una zona dove si può ancora sviluppare una propria identità. Miriamo a realizzare vini più immediati, con l'utilizzo di vasche di cemento e botti grandi, una novità per Bolgheri».Era il 2016 quando l'ingegnere Alejandro Bulgheroni decise di acquistare nell'area del Bolgherese. Il suo progetto enologico in Italia nasce nel 2012, nel Chianti Classico con l'acquisto della storica cantina Dievole per proseguire a Montalcino con Poggio Landi e Podere Brizio. Il gruppo Abfv, Alejandro Bulgheroni Family Vineyards, dà il via ai lavori di costruzione di quella che ha tutte le carte in regola per divenire una delle cantine simbolo dell'architettura enologica italiana. Un segno capace di sottolineare l'identità delle etichette Meraviglia e Le Colonne. «Un intervento importante, anche dal punto di vista ambientale, perché sarebbe stato molto più semplice costruire una cantina di tipo industriale. Sarà un'opera che può rappresentare un valore aggiunto per tutto il territorio, un elemento di attrazione turistica», sostiene il direttore generale.L'investimento nell'ordine dei 16 milioni di euro è articolato.

La cantina per un totale di 5mila metri quadrati si svilupperà su tre livelli. Il piano seminterrato sarà dedicato alla logistica, allo stoccaggio e all'imbottigliamento, mentre a ridosso delle pareti di cava ci sarà la zona degli affinamenti in legno. Il piano intermedio sarà totalmente dedicato alla vinificazione, la previsione è di 10mila ettolitri all'anno: tini in cemento per le fermentazioni e stoccaggio delle selezioni di più alto posizionamento e in acciaio inox per bianchi, rosati e rossi più giovani. All'ultimo livello dell'edificio lo scarico delle uve per gravità e nella porzione con affaccio sull'orizzonte del mare gli spazi uffici e per pubbliche relazioni. Già in funzione a bordo Vecchia Aurelia l'edificio ristrutturato a punto per degustazione e visite guidate. "Una volta conclusa la cantina inizieremo il restauro del centro aziendale ai Pianali, dove realizzeremo un piccolo resort di 14 camere di alto livello _ dice Capurso _. Come già succede a Dievole e a Podere Brizio sarà un veicolo fondamentale per la promozione dei nostri vini».