Eventi alla Cinquantina per rianimare Villa Guerrazzi. Caccia al gestore per i musei

Il Comune sta lavorando a un calendario di manifestazioni da organizzare nell'area esterna

CECINA. Una cattedrale nel deserto che cerca di rinascere. Un tempo Villa Guerrazzi, alla Cinquantina, ospitava attività teatrali e convegni. E un tempo i suoi musei aprivano le porte ai visitatori. Pian piano quella che in passato era una fattoria ha cominciato a svuotarsi e adesso lì dentro rimangono solo le note della scuola di musica. Ma il Comune cerca il cambio di passo. O quanto meno, tenta di rendere il deserto meno silenzioso. Perché finalmente c'è il bando per affidare la gestione dei musei. E l'area esterna della Villa, «oltre ad essere la sede scelta da moltissime coppie per il loro matrimonio, quest'estate ospiterà anche un ricco calendario di eventi, soprattutto culturali», dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi. Da palazzo civico, d'altra parte, fanno sapere che ancora un calendario definitivo delle manifestazioni non c'è, ma l'intenzione è quella di renderlo noto al più presto. È stato inoltre già pubblicato (e scade oggi) il bando per l'affidamento, a un unico gestore, del museo archeologico, del parco archeologico di San Vincenzino e del Museo della vita e del lavoro della Maremma settentrionale.

Perché solo con un gestore i musei della Cinquantina potranno tornare visitabili. Ricordiamo che fino al settembre scorso, il museo e il parco di San Vincenzino erano in mano alle coop Il Cosmo, Itinera e Capitolium. Con lo l'allora stop dei musei previsto dal decreto anti Covid, il Comune ha bloccato il bando, per poi riattivarlo non molto tempo fa. In questo lasso di tempo i musei sono rimasti chiusi, mentre il parco, fanno sapere dal Comune, attualmente è fruibile. «La villa - specifica il sindaco Lippi - ospita ormai da molti anni il museo archeologico, mentre negli spazi dove un tempo c'era la stalla adesso c'è il museo della vita e del lavoro: due poli culturali che saranno ad ingresso gratuito per almeno tutto il 2021». La storia di Villa Guerrazzi e della sua "desertificazione" ha radici lontane. Ora l'obiettivo dichiarato torna a essere la valorizzazione di spazi che avrebbero tanto da offrire, ma che per molto tempo sono rimasti legati a un immobilismo quanto meno apparente.