Il dottor Antonelli lascia l'ospedale di Cecina: «Così il reparto di Ginecologia è cresciuto, ora una nuova sfida»

Da mercoledì prossimo dirigerà l’Ostetricia del Versilia: 700 parti l’anno e lo sviluppo della chirurgia non invasiva

LIVORNO. Dopo dieci anni da primario dell’ospedale di Cecina da mercoledì prossimo il dottor Andrea Antonelli entrerà in servizio all’Unità di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Versilia come direttore. Venerdì scorso la direttrice generale dell’Asl Nord Ovest Maria Letizia Casani ha firmato la nomina che segue la vittoria del concorso. Per Antonelli (che è anche capo dipartimento della Nord Ovest) si corona quella che - ci confessa - è sempre stata un’aspirazione sin da quando, conclusa l’università ed iniziate le prime esperienze professionali, il suo desiderio era quello di lavorare in Versilia.

Perché?
«Conoscevo i colleghi, ho sempre apprezzato l’attività svolta. Qui esiste un ostetricia di secondo livello che è sempre stata un punto di riferimento dell’area vasta, qui c’è un percorso nascita che consente il parto dalla ventinovesima settimana, è una delle realtà dove si supera sempre il numero di 1.000 parti l’anno. E poi c’è la possibilità di sviluppare ed intensificare l’attività chirurgica».

Si spieghi
«Qui c’è stata una formazione di chirurghi che viene dalla scuola di chirurgia vaginale tedesca. Professionisti che si sono formati attorno alla figura e gli insegnamenti del professor Luisi. Per me, in sostanza, il Versilia è un’occasione di crescita professionale ma anche uno stimolo per fare bene e portare qui le mie conoscenze».

A Cecina lascia tanti ricordi e persone che sono preoccupate per la sua partenza.
«Mi auguro di lasciare buoni ricordi. Quanto al futuro sono sicuro che altri colleghi, medici e personale infermieristico, sapranno portare avanti quanto di buono è stato fatto in questi anni»

E’ soddisfatto dell’attività svolta in questi dieci anni?
«I dati indicano un volume di attività che va ben oltre il nostro bacino di utenza. E mi riferisco soprattutto all’attività chirurgica, una chirurgia non invasiva, l’attività di laparoscopia che abbiamo sviluppato ed incrementato».

L’area materno infantile di Cecina è sempre stata un riferimento per il Livornese ma anche per il bacino dell’area di Volterra. Conferma?
«E lo è ancora. Lo scorso anno abbiamo chiuso con 660 parti. Quest’anno se il trend sarà confermato arriveremo a 700 parti l’anno. Abbiamo introdotto il parto in acqua, recentemente abbiamo riattrezzato e riqualificato le sale. I progetti che erano in cantiere sono stati realizzati».

E l’ospedale unico con Piombino? Lei guida anche l’unità di Piombino-Elba...
«Si sta andando avanti. Da quel che mi risulta, ma è stato anche scritto da voi, c’è il progetto della Regione per riaprire il punto nascite di Piombino che sarà uno dei riferimenti dell’ospedale delle Valli Etrusche. E poi siamo già a buon punto con l’allestimento di un’unità satellite del centro di procreazione assistita. Il centro è al Versilia, ma sono stato io che ho chiesto che potesse attivarsi un servizio anche a Piombino per rispondere alle domande e alle richieste di tante persone del territorio».

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