Donne, voto e politica «Nel 1946 due candidate per il ruolo di consigliera»

l’intervento

barbara rossi (*)


Le donne di Bibbona ebbero l’opportunità di esprimere il proprio voto già il 31 marzo 1946, ben due mesi prima di quello del 2 giugno. Perché il decreto legge sul suffragio femminile era già stato varato e fra il 10 marzo e il 7 aprile si svolsero le elezioni in migliaia di Comuni italiani. Le restanti amministrazioni andarono al voto solo nell’autunno. Alle elezioni del 31 marzo per l’elezione del consiglio comunale si candidarono 38 cittadini, di cui due sole donne: Tersilia Benvenuti ed Emma Carlucci. Di Tersilia Benvenuti sappiamo molto poco: nata a Campiglia Marittima, nel 1946 aveva 42 due anni e solo da un anno era residente in Bibbona, mentre Emma era un’ostetrica libera professionista, originaria di Lucca, che venne ad abitare nel capoluogo nel 1942, dopo il matrimonio con un cittadino bibbonese. Le troviamo rispettivamente al 27 e 28 posto (su un totale di 38) con 232 e 228 voti, solo pochi in meno del ventesimo consigliere (241 voti), l’ultimo a entrare nel consiglio comunale. Le donne del Comune non si fecero scappare l’occasione del voto, e se nella sezione III furono un po’ meno degli uomini, fu solo perché qui ne abitava un numero minore. Altro elemento importante è la presenza di due donne, purtroppo due soltanto, nella lista dei consiglieri, che ricevettero un numero di preferenze superiori a diversi uomini. I nomi femminili compaiono, però, fra gli scrutatori delle tre sezioni. Nella prima sezione troviamo Cesarina Spinelli, nella seconda Fernanda Santi e nella terza Fernanda Filippini. Veniamo ora al referendum del 2 Giugno. Gli uffici delle tre sezioni erano costituiti da uomini, con la sola eccezione della sezione III nella quale compariva ancora Fernanda Filippini. Le donne si presentarono in massa per esprimere il voto sulla forma istituzionale dello Stato. La Repubblica vinse con 1. 633 preferenze, contro le 284 della Monarchia. Nella sezione della Steccaia, ma anche in quella del capoluogo, la Monarchia era sicuramente più radicata, anche se la Repubblica vinse di gran lunga. Al Braccio di Bibbona, ritornata poi La California, non ci fu storia: la Repubblica fu la grande vincitrice. —

(*) responsabile archivio storico di Bibbona