A Cecina vaccini tra caos, file e proteste: «Troppi ritardi, così non va»

Mattinata difficile al centro in via Pertini, con decine di persone in attesa fuori dalla struttura sanitaria. L'Asl: «Le persone devono avere un po’ di pazienza»

CECINA. Code e proteste al centro vaccinale di via Pertini, dove la mattina di venerdì 7 maggio erano in calendario 130 vaccinazioni, tra prime dosi e richiami. La situazione si è fatta tesa a metà mattinata e in molti hanno chiamato la redazione del Tirreno per trovare un sostegno visto che dagli addetti al servizio non riuscivano a ottenere chiarimenti. Ma cos’è accaduto? Abitualmente agli interessati vengono comunicati data e orario a cui presentarsi per ottenere l’iniezione, così da scaglionare le presenze e evitare code nella sala di attesa. Così è stato anche ieri, soltanto che a metà mattina alcuni cittadini che avevano l’appuntamento dopo mezzogiorno sono stati chiamati – non si sa il motivo – perché si presentassero in anticipo. Il risultato è stato che davanti al centro per le vaccinazioni si sono raggruppati tante persone e l’attesa è diventata estenuante.

Leonardo Frascini è tra quelli che hanno ricevuto la chiamata per presentarsi subito: «Ho risposto subito e non ho perso nemmeno un minuto. Quando sono giunto vicino alla porta, ho capito che avrei atteso un po’. Invece... Credevo che il servizio fosse organizzato meglio». Lo stesso afferma Giovanni Prota: «Attendo qui da mezz’ora e non mi spiego il motivo. Senza dubbio ai medici e agli infermieri non manca il lavoro e si vede. Mi domando quale sia la causa del ritardo». Nei giorni passati, e alcuni lo ricordano, non è successo nulla. Anzi, l’iter delle vaccinazioni al centro di via Pertini si è svolto tutto negli orari previsti. Il caso di Salvatore Della Rocca, che si è accomodato in fondo alla fila. «Mi hanno telefonato alle 10.20 – racconta – e detto di venire subito in via Pertini. L’appuntamento era per mezzogiorno e mezzo, ma dopo quaranta minuti da quando sono qui non mi hanno ancora cercato». Poi c’è Andrea Mariotti: «Mi hanno chiamato prima per dire di presentarmi alla svelta. Sono uscito di casa, ma quando sono arrivato ho trovato molte persone davanti a me. Credevo che la procedura fosse più snella».


La responsabile Asl per le Valli Etrusche, dottoressa Donatella Pagliacci, sottolinea di aver «verificato subito, non c’erano assembramenti, ma solo un poco di coda. Le persone devono avere un po’ di pazienza». Quanto al motivo che ha generato ritardi nell’accogliere i cittadini, Pagliacci sottolinea come «mi risulta che si è bloccato un computer, ma la cosa è stata risolta in tempi brevi». Il personale impegnato ieri nella campagna vaccinale spiega che i rallentamenti sono stati modesti. Tra le infermiere c’era Serena Mulaz, che è anche presidente della Pubblica assistenza di Cecina. «È vero che abbiamo contattato al telefono – dice – alcune persone per anticipare l’appuntamento. Questo può accadere, perché capita che alcune dosi programmate possano saltare (persone positive non sono venute, alcuni cittadini durante la visita anamnestica prima dell’iniezione sono stati ritenuti non idonei a quel vaccino), così vengono chiamati altri che avrebbero avuto l’appuntamento più tardi». Allora perché all’esterno del centro vaccinale ci sono state anche oltre cinquanta persone in attesa? «È vero che si è bloccato il computer – spiega Mulaz – ma solo per qualche minuto. La sala di attesa è piccola, e lì devono stare i cittadini che hanno già fatto l’iniezione. Le persone devono avere pazienza, sono rimaste fuori sul prato, ma non si sono assolutamente formati assembramenti. La mattina di vaccinazioni è andata bene, abbiamo fatto 90 dosi di Pfizer e 30 di Moderna, a seconda delle categorie». —

Anna Cecchini

Michele Falorni

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