Si taglia la treccia più lunga del paese e dona i capelli a chi lotta col tumore

La storia di Giulia, 29 anni: «Un gesto semplice che aiuta tanti». E sui social arriva l’elogio del sindaco di Guardistallo

GUARDISTALLO. Non è una che ama stare sotto i riflettori Giulia. Ma è una che non perde occasione per darsi da fare. «Sì, lo so, mi dicono che non sto mai ferma. Ma sa cosa rispondo? Che la vita mi deve sempre trovare viva». Quando ha scoperto che il sindaco di Guardistallo, Sandro Ceccarelli, l’aveva appena elogiata in mondo visione sulla sua bacheca social, un po’ si è commossa. Così come ha esitato qualche minuto prima di rispondere alla chiamata del Tirreno. «Ma poi mi sono detta: se serve a spingere anche altri a fare la stessa cosa, ben venga. E infatti già altre cinque ragazze hanno preso la stessa decisione...».

Giulia Paoletti ha 29 anni. Pochi giorni fa è andata dal parrucchiere e si è fatta tagliare la sua treccia da record: 70 centimetri di lunghezza, «ci ho messo cinque anni a farla diventare così». Ma il punto è un altro: ha deciso che era arrivato il momento di dare una sforbiciata a quella bellissima cascata un po’ bionda e un po’ castana per donare i capelli a una delle realtà che in Italia producono parrucche o curano impianti soprattutto per chi lotta contro i tumori.


Così ecco il ringraziamento pubblico del primo cittadino di Guardistallo: «Giulia Paoletti, una nostra paesana. Un gesto apparentemente effimero, ma carico di altruismo. Attendere con cura il momento giusto e poi privarsi di una parte di sé per un'altra creatura». «Complimenti Giulia – ha scritto su Facebook – questo è semplicemente amore».

Non è esattamente ai capelli che i più di noi pensano quando immaginano di donare qualcosa. Questo gesto non è forse ancora entrato nelle abitudini e nel sentire comune come ad esempio donare il sangue. «Eppure è semplice e può essere di grande aiuto».

«Mio padre – racconta la ragazza – in passato ha avuto un problema di salute e ha avuto bisogno di una donazione, diversa da questa. Mio nonno, invece, donava abitualmente il sangue. Ai capelli ci si pensa poco, si danno per scontati. Ma è una parte di noi molto importante, forse una delle più importanti per molte donne, per la loro femminilità». «Tagliare per tagliare...non cambia la vita. Quindi se si ha una certa lunghezza (molte associazioni chiedono come misura minima circa 20 centimetri) perché non pensarci?».

Nata a Cecina da genitori cecinesi, studi all’alberghiero di Rosignano, Paoletti oggi vive a Monteverdi Marittimo, dove gestisce un’azienda agricola con il compagno: olivi, un po’ di animali, fieno, «aria buona», come ripete sorridente. Per moltissimo tempo ha però vissuto a Guardistallo, dove da giovanissima è stata anche consigliera con delega al turismo e ai rapporti con le associazioni, oltreché rappresentante giovani della Croce Rossa.

Come è nata l’idea lo racconta così: «Cerco sempre di buttare via il meno possibile, di riutilizzare tutto. Ci ho messo anni per fare allungare così i miei capelli, volevo farci qualcosa di bello. Ho iniziato a cercare su Internet per capire se e come fosse possibile donarli. Poi ho visto il post di una ragazza, mi è scattata la scintilla, l’ho contattata, ho chiesto un po’ di informazioni». L’amica è donatrice di “Un angelo per capello”, Giulia invece alla fine ha scelto di spedire la sua treccia infinita a un’azienda che si chiama Tricostarc: «Potranno farci parrucche, riparazioni, comunque usi per i malati oncologici».

Il progetto di solidarietà, ideato da Atri onlus e realizzato in collaborazione con altre fondazioni e associazioni, si chiama “Smile”: perché chi dona i capelli ha la possibilità di lasciare un pensiero, uno “smile” appunto, un sorriso, per la persona che riceverà quel dono, creando così un legame simbolico di solidarietà. «La salute – viene ricordato nella presentazione oline – non è solo l’assenza di malattia ma è lo stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale. Così l’ha definita l’Organizzazione mondiale della sanità». I capelli donai vengono utilizzati «per realizzare parrucche e ricostruzioni post terapiche della chioma per pazienti oncologici al solo costo della lavorazione».

«L’ora più buia – scrive oraGiulia nel suo messaggio di accompagnamento alla busta che oggi raggiungerà l’azienda romana – è quella che precede il sorgere del sole...». —

Juna Goti

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