Salviamo le secche di Vada, l’associazione contro il Comune di Rosignano: ecco i motivi

A metà mese una manifestazione per difendere il mare. «Bisogna proteggere l’area dalla pesca illegale a strascico, che provoca incredibili disastri ecologici»

VADA. L’appuntamento è per metà mese, quando l’associazione Salviamo le secche di Vada promuoverà una manifestazione per difendere il mare. E interesserà la Conferenza dei servizi per dare impulso al progetto che il Comune di Rosignano ha prima patrocinato e poi rifiutato, puntando su un Sic, sito di interesse comunitario, e sulla legge dell’Unione europea Natura 2000 legata alla protezione della zona marina. Ieri a Vada l’associazione ha ricordato che per tutelare i fondali il piano prevede l’istallazione dei dissuasori anti pesca a strascico e delle barriere artificiali contenenti vivai che favoriscano la riproduzione dei pesci.

Con il vice presidente Marco Stefano Gennai, il segretario Iuri Colombini, il consigliere Stefano Ferrari – il presidente Marco Vicidomini era assente – erano seduti al tavolo a un passo dalla spiaggia l’avvocato e direttore nazionale Fiops Francesco Ruscelli e il consigliere federale Fipsas Stefano Sarti. Nell’autunno 2020, hanno spiegato, l’associazione presentò a palazzo civico il piano, dal quale ricevette approvazione e sostegno. All’inizio di aprile scorso, però, l’amministrazione ha fatto all’improvviso dietrofront e scelto il Sic – il cui percorso è lungo anche dieci anni –, innervosendo i promotori dell’iniziativa.

«Ci siamo rivolti a una ditta specializzata – affermano – per le installazioni, valutate da biologi marini e suffragate dal monitoraggio a cura della Fipsas, la federazione italiana delle attività subacquee. Per noi l’atteggiamento del Comune è inspiegabile ed è frutto solo di logiche politiche. Senza dimenticare che Natura 2000 dice che qualunque opera deve essere in linea con le scelte economiche e sociali del luogo: ciò significa poco o niente. Invece, bisogna proteggere l’area dalla pesca illegale a strascico, che provoca incredibili disastri ecologici. Non comprendiamo il motivo per cui a palazzo civico non accettano più la nostra proposta». —


Michele Falorni

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