Positivo al Covid va a fare la spesa: ecco come sono scattati i controlli degli agenti

Rosignano, parla l’amministratrice del condominio che ha fatto la segnalazione ai vigili: "Era mio dovere farlo"

ROSIGNANO. «Mi sono sentita in dovere di fare questa segnalazione in veste di responsabile di quello che succede all’interno di quel condominio, ma anche come cittadina, dato che la pandemia è una situazione che riguarda tutta la comunità». Parla l’amministratrice del condominio di Rosignano Solvay dove abita il cinquantenne che nei giorni scorsi è stato individuato e denunciato dalla polizia municipale, perché usciva a fare la spesa nonostante fosse positivo al Covid.

Ad avvisare il comando della municipale, lo scorso 8 aprile, è stata proprio lei, che ripercorre l’intera vicenda. «Nell’arco di quel giorno – spiega – alcuni condomini mi hanno segnalato che da qualche tempo vedevano uscire una persona che sapevano essere positiva al Covid. Nei giorni precedenti avevano visto, infatti, i mezzi dell’Usl, probabilmente i sanitari dell’Usca, che effettuavano i controlli sanitari. E che il personale della Rea andava a raccogliere i rifiuti speciali, come previsto per i nuclei in cui ci sono persone positive al Covid».


I residenti del palazzo hanno espresso così i loro dubbi all’amministratrice, che li ha ascoltati e ha pensato di far presente la situazione alla polizia municipale. «I condomini – dice ancora l’amministratrice –, vedendo uscire questa persona che invece, secondo le normative, sarebbe dovuta stare in isolamento, hanno chiaramente avuto il timore che potesse contagiare qualcuno. Nel condominio ci sono 32 appartamenti, ci abitano tante famiglie con anziani e bimbi piccoli che utilizzano l’ascensore, sostano nella hall e anche negli spazi dei garage. Tutte zone in comune, usate dai residenti del palazzo».

Lei ha riflettuto sul da farsi. «Non avevo informazioni dirette – prosegue – sulla situazione di questa persona. Ho anche ipotizzato che avesse terminato il periodo di isolamento e potesse quindi uscire. Ma è chiaro che il mio dovere, come responsabile di ciò che succede nel condominio, era quello di far presente la situazione a chi di dovere». Così nel pomeriggio dell’8 aprile ha contattato telefonicamente il comando della polizia municipale spiegando la situazione. «Ho anche segnalato la cosa – dice – con una mail alla municipale, in cui ho chiesto la tutela della salute pubblica all’interno del condominio. Il giorno dopo ho ricevuto risposta scritta, in cui mi si ringraziava della segnalazione e mi si assicurava che sarebbero stati fati i controlli necessari».

Così è stato, visto che, come Il Tirreno ha riportato sull’edizione di ieri, il comando dei vigili ha organizzato immediatamente alcune verifiche. E il 9 aprile una pattuglia ha notato l’uomo mentre stava rientrando nel palazzo, con una busta di plastica contenente la spesa.

Gli agenti lo hanno fermato nell’androne del condominio e dopo aver verificato che anche quel giorno era uscito per andare a comprare generi alimentari, gli hanno spiegato più volte che sul territorio ci sono tanti negozi e associazioni che effettuano la consegna a domicilio della spesa. Tra l’altro il cinquantenne ha anche cominciato a protestare e inveire contro gli agenti.

Per lui è scattata la denuncia per non aver osservato l’isolamento, previsto per il contenimento della pandemia (articolo 260 del Testo unico delle Leggi sanitarie). La violazione è punita con l’arresto da 3 a 18 mesi e con una multa da 500 a 5mila euro.

Intanto la polizia municipale ha avvertito dell’accaduto anche il Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Asl, in maniera da accertare se il cinquantenne abbia avuto contatti stretti con altre persone. In questo caso per lui scatterebbe l’accusa di epidemia colposa. —



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