Don Elio, contagiato alla Iacopini di Cecina e un incubo che dura da oltre mese: «Bisogna andare avanti con forza e speranza»

Da destra, don Elio Pruneti e don Reno Pisaneschi (foto Michele Falorni/Silvi)

Anche don Elio Pruneti, così come il parroco di Riparbella è risultato positivo al tampone dopo la messa celebrata nella casa di riposo. Ricoverato per un mese nel reparto Covid, da qualche giorno è a casa

CECINA. La messa alla rsa Iacopini a Marina di Cecina, il contagio e il tampone positivo. Poi la febbre e il ricovero nel reparto Covid. Dopo 33 giorni trascorsi all’ospedale di Cecina don ElioPruneti ora è nella sua casa. «Sono sulla via della guarigione - racconta - ma non sto ancora bene». Anche lui, come don Bruno Chiavacci, aveva celebrato la messa nella casa di riposo Iacopini poco prima che venisse scoperto il focolaio di variante inglese. Anche lui, come don Bruno, ha vissuto un ricovero ospedaliero che si è in parte incrociato con quello dell’altro parroco. «Alla casa di riposo Iacopini ho fatto l’ultima messa il 14 febbraio - racconta don Elio - Poi ho scoperto di essere stato contagiato. Ero lì (nella cappella della residenza sanitaria assistenziale gestita dalle suore ndr) ma se dovessi dire com’è successo, cioè come ho fatto a contratte il virus non saprei spiegarlo».

Fatto sta che dopo il tampone positivo ha iniziato a stare male. Tanto che è stato ricoverato all’ospedale di Cecina. «Sono andato lì il 27 febbraio e ne sono uscito dopo 33 giorni. Come mi sento? Come una persone che ritorna a casa dopo aver trascorso 33 giorni dentro il reparto Covid di un ospedale». Fa fatica a parlare, don Elio, Il periodo del ricovero è stato duro e il parroco non sta ancora bene. «Il decorso della malattia è lungo e faticoso - dice don Elio - E sono ancora in convalescenza». Poi ringrazia tutti coloro che gli hanno dedicato un segno d’affetto in questo periodo così difficile. «Sono anziano e non ho una parrocchia assegnata (tempo fa è stato nella chiesa di Marina ndr), ma in tanti mi sono stati vicini. E voglio ringraziare anche il personale del reparto Covid all’ospedale di Cecina». Adesso don Elio è nella sua casa, ma non è ancora guarito. Nonostante questo lancia un messaggio di speranza rivolto anche a tutti coloro che si sono trovati o si trovano, come lui, ad avere a che fare in prima persona col Covid. «Bisogna andare avanti - dice il parroco - E bisogna farlo con forza e speranza».


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