Contagiato nella rsa e guarito dal Covid: la prima messa del parroco di Riparbella è tra gli applausi

Lo striscione di "bentornato" per don Bruno

Don Bruno Chiavacci ha contratto il virus alla Iacopini e dopo il ricovero in ospedale è tornato nella sua chiesa: «Grazie a tutti per l’affetto»

RIPARBELLA. All’inizio si sentiva bene, era praticamente asintomatico. Per questo si era semplicemente isolato in parrocchia. Poi qualcosa è cambiato. «Le mie condizioni di salute sono peggiorate e mi hanno ricoverato in terapia intensiva». Adesso don Bruno Chiavacci, parroco di Riparbella e Castellina Marittima, è guarito. E la domenica di Pasqua è tornato a celebrare la messa. Tra gli applausi dei fedeli che, qualche giorno prima e insieme ai parrocchiani, hanno accolto il suo ritorno in comunità con uno striscione. “Bentornato don Bru!”. Don Bruno ha scoperto di essere positivo al Covid il 22 febbraio scorso, pochi giorni dopo aver detto messa nella casa di riposo Iacopini a Marina di Cecina. È in quei giorni che, lo ricordiamo, nella casa di riposo fu scoperto un focolaio di variante inglese con 22 ospiti risultate positive al tampone. Numero poi destinato ad aumentare. Oltre a ospiti, operatori e suore, anche due parroci risultarono contagiati: don Elio Pruneti e, appunto, don Bruno.

«I primi giorni stavo bene, tanto che mi ero semplicemente chiuso in parrocchia a Riparbella - racconta - Poi però sono peggiorato. Ho iniziato a stare veramente male». La febbre è salita ed è cominciata una tosse continua e insopportabile. «Mi hanno portato all’ospedale di Cecina e mi hanno ricoverato in terapia intensiva. Avevo anche il casco per l’ossigeno». Don Bruno è entrato all’ospedale il primo marzo e il suo ricovero è durato 23 giorni. «È stata durissima - dice - Un’esperienza bruttissima». Ma dal Covid don Bruno è guarito. Poco giorni dopo il suo ritorno a casa ha effettuato il primo tampone. Poi il secondo. Tutti e due con esito negativo. «Sono guarito - racconta il parroco - E ora sto benino».


Tanto che la domenica di Pasqua ha celebrato, nella chiesa di Riparbella, la prima messa dal giorno del contagio. E la sua è stata una celebrazione tra gli applausi. Con l’organista che ha suonato per lui e con i parrocchiani che gli hanno regalato un uovo di Pasqua «come segno della sua resurrezione tra noi». Don Bruno dice di essere onorato di queste manifestazioni d’affetto. «È stato emozionante - dice - Non mi aspettavo tutto questo. E voglio ringraziare i fedeli e i parrocchiani. Mi hanno addirittura dedicato uno striscione». Che gli è stato mostrato la domenica precedente, il 28 marzo, quando fedeli e parrocchiani hanno dato il benvenuto al loro parroco per il ritorno in comunità. «Purtroppo - hanno scritto i parrocchiani in una lettera dedicata a don Bruno - tutti i giorni sentiamo di persone portate via da casa con l’ambulanza, separate dagli affetti familiari. E don Bruno quella sera non ha lasciato solo la famiglia con cui vive, ma ha lasciato nel buio tutta la grande famiglia che lo circonda e che gli vuole bene. Poi c’è stata la gioia di riaverlo dietro l’altare della nostra chiesa a celebrare la Santa Messa». Per adesso solo nella parrocchia di Riparbella. Presto anche in quella di Castellina Marittima.