«Balletto di dosi, così vaccinare è un caos». I medici di famiglia di Cecina: i tempi si allungano

Dal 22 febbraio ad oggi prime fiale di Pfizer a 2.682 over 80 su 13.186 in tutto il distretto. Siamo al 20%

CECINA. Dal 22 febbraio a ieri in tutta zona delle Valli Etrusche, da Rosignano fino a Piombino, sono stati vaccinati con la prima dose di Pfizer, secondo i dati forniti da Società della Salute e Asl, 2.682 ultraottantenni su 13.186, quindi circa il 20% del totale. E non senza difficoltà, stando a quanto raccontano i medici di famiglia del territorio.

«Siamo nel caos. Programmiamo il calendario e poi dobbiamo rifarlo da capo perché all'ultimo momento ci dicono che daranno meno dosi del previsto. E ogni volta che questo succede i pazienti assumono sempre più sfiducia». A parlare è il dottor Andrea Panetta, coordinatore dell'associazione funzionale territoriale 7 bassa Val di Cecina che unisce i medici del territorio di riferimento. «Avevano detto che saremmo arrivati a 24 dosi settimanali di Pfizer, invece risiamo a sei. Di questo passo per vaccinare tutti ci vorranno mesi», concorda il dottor Marco Bolognesi, coordinatore dell'associazione funzionale territoriale 6 Val di Fine. In più per i medici di base «il carico di lavoro è aumentato a dismisura – sottolinea Claudio Venturi, dottore che opera nel territorio comunale di Rosignano – Facciamo il possibile, ma è complicato».


L'area delle Valli Etrusche, lo ricordiamo, comprende i Comuni di Rosignano Marittimo, Santa Luce, Castellina Marittima, Montescudaio, Guardistallo, Casale Marittimo, Riparbella, Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta e Piombino. Qui i circa 100 medici di famiglia presenti hanno iniziato a somministrare il Pfizer ai loro pazienti over 80 la settimana del 22 febbraio. A poco meno di un mese dall'inizio della campagna, quindi, in media ogni dottore ha somministrato la prima dose a 25 pazienti. «Io ho vaccinato 30 pazienti su 174 e ho avuto un paio di rinunce – spiega Roberto Gori, medico cecinese – All'inizio della campagna avevamo a disposizione sei dosi a settimana. Poi per un periodo erano salite a 12, ma adesso sono di nuovo sei (in aggiunta a sei richiami ndr). Il problema è che le disponibilità sono limitate e, da parte nostra, dietro al vaccino c'è un enorme lavoro burocratico».

Insomma, le vaccinazioni procedono con andatura zoppicante. E non è l'unico problema: «Entro il venerdì chiamiamo i pazienti e prenotiamo i vaccini per la settimana successiva sapendo di avere a disposizione, per fare un esempio, 18 dosi - dice Panetta - Poi, all'ultimo momento, dalla Regione ci comunicano che le dosi disponibili non sono più 18, ma sei. Così dobbiamo riprogrammare tutto».

«Sì, diciamo che le dosi arrivano col contagocce – conferma la dottoressa Laura Bruselli di Rosignano – Io ho 159 pazienti over 80 e ho organizzato due giornate di vaccinazione, una con l'infermiera al distretto e una da sola. Devo dire che quando sono sola è impegnativo, perché c'è tutta la documentazione da gestire e l'iter burocratico richiede tempo. Senza contare che la piattaforma web che abbiamo a disposizione è lenta e macchinosa». Lo è soprattutto per i medici che hanno più di mille pazienti da gestire, tra vaccini e visite ambulatoriali, ma anche per chi ha un bacino d'utenza minore.

«Io ho solo 30 pazienti over 80 su 500 – dice la dottoressa Costanza Bonini – Perciò la prossima settimana dovrei finire le somministrazioni. Certo è che con questi cambiamenti continui nella disponibilità delle dosi la programmazione è complicata». A confermare la carenza di vaccini è anche il medico rosignanese Gino Becuzzi. «Mancano le dosi – spiega – Per la prossima settimana, ad esempio, ce ne avevano promesse 18, invece pare che saranno di nuovo solamente sei. Mi auguro che il tutto si velocizzi altrimenti dovremo andare avanti fino a settembre». —

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