Auto pagate e mai consegnate ai clienti: «Abbiamo fatto un buco di 2,7 milioni»

Martina Mucci, 23 anni, a colloquio con Andrea Agresti de "Le Iene"

Cecinese di 23 anni, è a capo di AutoElle ed è stata intercettata dalle Iene: «Ero il prestanome»

CECINA. «Abbiamo fatto un buco da 2,7 milioni di euro, ma la totale gestione dell’azienda era in mano a Francesco Lucchesi. Io ero la prestanome, il suo burattino e non avevo alcun controllo sull’azienda. C’erano sicuramente delle spese che potevano essere evitate, come i tanti noleggi che servivano a far stare tranquilli i clienti in attesa della macchina che avevano acquistato. Ma colpa non è mia, sono stata raggirata».

La cecinese Martina Mucci, 23 anni, è la titolare dell’autosalone Auto Elle Group di Migliarino Pisano – che da qualche settimana è chiuso – e dalla procura di Pisa è indagata per truffa per non aver mai consegnato alcune auto acquistate dai clienti. Fra loro un pensionato livornese di 67 anni, Massimo Gimignani, che ha speso 8.300 euro per una Fiat Panda a chilometro zero vista e mai ricevuta. Ma non è solo, sarebbero almeno trenta – secondo quanto spiegato da un venditore – gli acquirenti rimasti a piedi.


Mucci – che si reputa prestanome di Francesco Lucchesi, da lei definito quindi il reale capo dell’autosalone – nelle scorse settimane è stata intercettata sotto casa dalla “Iena” toscana Andrea Agresti, con il servizio televisivo che è andato in onda martedì scorso su Italia 1. «Io pensavo che qualcosa di strano ci fosse – ha dichiarato ai microfoni del programma Mediaset – ma per me era tutto a posto, perché lui diceva che era così». Messa alle strette sulle foto pubblicate sulla sua pagina Instagram, in cui si esibiva nei viaggi di lusso a Montecarlo e con borse da 15.000, 3.000 e 2.000 euro mentre i clienti aspettavano di ricevere le auto pagate, ha risposto di «aver messo dei soldi da parte». «Sapevo che la ditta andava male – ha spiegato – era un sogno per me, ma non mi pare di aver fatto una cosa intelligente. Io devo restituire tutti quei soldi, lo so. Mi vergogno, mi viene da piangere, vorrei aiutare queste persone, ma la verità è che non so come fare...».

«Io sapevo che non avevano consegnato 30 macchine – ha raccontato, sempre alle Iene, uno dei venditori che avrebbe operato nel tempo per Auto Elle Group – ma a questo punto, dalle denunce presentate, credo che siano di più. Il venditore non si occupa della consegna delle macchine, quindi io non potevo saperlo...». «Quando cominci a rendertene conto vieni via, come ho fatto io – ha spiegato un secondo ex operatore dell’autosalone – Sarebbe stato meglio tirarsi una martellata nei co***oni».

Mucci – in quanto titolare di fatto della società – al momento è indagata per truffa. Numerose le querele presentate dai clienti, alcuni dei quali sono assistiti dall’avvocato pisano Alberto Foggia. «Non bisogna più attendere, ma agire intanto in sede penale e poi in sede civile – ha spiegato il legale – Ciò è quanto stiamo facendo, cercando così di offrire una possibile prospettiva di recupero o quanto meno, di punizione dei responsabili. Ci troviamo al cospetto di una vera e propria truffa».