Tra gli affreschi del Pasquini in 39 a contendersi quattro posti in Comune

Una sala affrescata

Rosignano: su 170 candidati se ne sono presentati meno di un quarto. Gli aspiranti: «Più paura delle domande che del virus»

ROSIGNANO. È un concorso pubblico in presenza e vista mare, quello organizzato dal Comune di Rosignano Marittimo per assumere quattro istruttori direttivi amministrativi. Con una sede d’esame che è d’eccezione: il Castello Pasquini di Castiglioncello.

Alla fine, dei 170 iscritti se ne sono presentati parecchio meno: 39. «Ma l’organizzazione era tarata sul numero delle domande», spiega l'assessora al personale, Ilaria Ribechini.


Quindi 170 sedie distribuite su due piani del Castello e una quarantina di dipendenti comunali a gestire la mattinata di esami. «È andato tutto bene e l’idea è quella utilizzare il Castello Pasquini per tutti i concorsi. Almeno fino a maggio. È molto spazioso e ci permette di svolgere le prove in presenza garantendo il rispetto delle distanze tra i partecipanti».

Ieri, per i 39 candidati che hanno partecipato alla selezione, l’appuntamento era alle 8. Tutti col risultato del tampone (effettuato non più di 48 ore prima) alla mano: senza quello niente prova.

Dopo una prima tappa all’accettazione, gli aspiranti amministrativi sono stati accompagnati al loro posto dal personale presente. È stata indicata loro una delle sedie con piccolo banco incorporato sistemate, a distanza di sicurezza, nelle sale al primo e secondo piano del Pasquini.

La commissione esaminatrice ha invece preso posto in auditorium. «È la prima volta che viene organizzato un concorso qui – dice Maria Castallo, segretaria generale del Comune e presidente di commissione –. Abbiamo scelto il Pasquini perché, con i suoi ampi spazi, garantisce il rispetto del protocollo operativo».

Insieme a Castallo, in commissione ci sono le dirigenti comunali Simona Repole e Susanna Berti. «Dopo la prima prova i candidati ci consegnano i fogli ed escono – spiegano –. Poi li richiamiamo dopo un’ora per la seconda prova».

Per l’uscita dal Castello viene utilizzata la porta in fondo alle scale antincendio.

Sono passate da non molto le 11.30 quando i candidati cominciano a uscire, dopo due ore di prova. Tra loro qualche rosignanese c’è, ma ci sono anche cecinesi e livornesi. Così come persone provenienti da fuori provincia.

Germana Spinaci arriva addirittura dalle Marche. Da qualche tempo lavora sull’isola di Capraia, ma adesso ha deciso di provare il concorso al Pasquini. «Ogni tanto bisogna mettersi alla prova – racconta –. E Rosignano è un bel posto».

In tutto questo la maggior parte di chi spera nel posto da assistente amministrativo si è presentato con la paura dell’esame più che con del Covid. «L’organizzazione mi è parsa molto buona ed eravamo tutti distanziati – dice Veronica Bellone, rosignanese –. Sono più preoccupata per il test...».

«Certo, il Covid non aiuta – aggiunge Susy Cantini –. Ma tutto è stato gestito scrupolosamente». Su questa linea è anche Martina Arinci, di Montecatini. «Abbiamo fatto tutti il tampone, la sicurezza c’è».

Forse quelle sedie dotate di piccolo banco sono un po’ scomode, dice qualcuno. E «forse dentro le sale del Castello è un po' freddo – aggiunge Antonio Alvares –. Però complessivamente l’organizzazione mi è sembrata buona. L’esame era a risposte aperte» e «non era facilissimo – dice Matteo Luparini, rosignanese –. Vedremo come andrà».

Ma è ancora presto per potersi rilassare, perché l’esame non è ancora finito. Dopo un’oretta d’aria e una breve pausa pranzo è infatti tempo di rientrare: bisogna affrontare la seconda prova di un concorso in presenza ai tempi del Covid. I candidati rientrano e tornano alle loro postazioni. Chinano la testa e scrivono, vegliati dagli affreschi di cui sono piene le sale del Castello Pasquini.

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