Vince e perde 640.000 euro in scommesse e ha il reddito di cittadinanza: denunciato

La capitana della finanza Elena Mariotti durante gli accertamenti

Cecina: il trentasettenne avrebbe dovuto dichiarare gli incassi quando ha chiesto il sussidio, ma lo Stato glielo avrebbe bocciato

Stefano Taglione

cecina. In tre anni avrebbe scommesso un sacco di soldi. Vincendoli e perdendoli allo stesso tempo. Senza soluzione di discontinuità, arrivando a un totale di incassi pari a 640.000 euro. Partite di calcio, ma non solo. Usando come salvadanaio sempre un conto virtuale aperto su Internet, che però l’Agenzia delle dogane e dei monopoli – alla quale i siti di scommesse sportive devono obbligatoriamente comunicare tutti i dati economici e i nominativi degli iscritti che aprono un conto corrente – conosceva bene. Niente di illecito, se non che l’appassionato del gioco d’azzardo – un trentasettenne di Cecina – avesse nel frattempo chiesto e percepito il reddito di cittadinanza pensato per le persone in difficoltà, per un ammontare di 5.690 euro fra il 2019 e l’anno scorso, motivo per il quale è stato denunciato per indebita percezione del sussidio dai militari della guardia di finanza della tenenza di Cecina, diretta dalla capitana Elena Mariotti.


Niente più sostegno pubblico allo scommettitore sportivo (che all’epoca degli accertamenti non aveva un lavoro) grazie all’intervento delle fiamme gialle dirette a livello provinciale dal colonnello Gaetano Cutarelli. I finanzieri si sono attivati dopo un’informativa dell’Inps, che in base a una serie di verifiche automatiche svolte dagli algoritmi sulle varie banche dati statali ha girato una segnalazione alla guardia di finanza, che si è attivata immediatamente. Il primo allarme è scattato quando l’ente ha scoperto che il trentasettenne aveva ricevuto in eredità, vendendola per 22.500 euro, una porzione di un appartamento. Da qui, le fiamme gialle, hanno monitorato i database ai quali si può accedere per le indagine economico-finanziarie, come quello dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Qui, grazie ai dati comunicati a norma di legge da un sito di scommesse sportive, hanno appurato anche che il trentasettenne aveva un conto scommesse intestato con vincite, nei tre anni precedenti all’inchiesta (dal 2017 al 2019) pari a 640.000 euro. Non è il totale dei soldi depositati al momento dell’accertamento, ma la somma delle numerosissime scommesse concluse positivamente (denaro vinto che ha giocato nuovamente, perdendolo). Scommesse quasi quotidiane, non al livello di segnalazione ai servizi per le dipendenze da gioco, ma economicamente molto rilevanti. E quelle vincite avrebbe dovuto dichiararle nella domanda per richiedere il sussidio, come prevedono le regole del reddito di cittadinanza, motivo per il quale è stato denunciato e segnalati all’Inps per la sanzione amministrativa di revoca e decadenza del beneficio, nonché per il recupero delle somme.

Nello stesso periodo la tenenza di Cecina ha scoperto un sessantaquattrenne di origini siciliane che, dallo Stato, aveva incassato 15.000 euro di sussidio. Ha dichiarato di essere residente in Italia da almeno dieci anni (come prevedono le norme) in particolare, in modo continuativo, negli ultimi due. Ma dal ’97 al 2018, era ben riportato nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero, si era trasferito in Marocco, fissando lì la sua residenza. Motivo per il quale, anche lui, è stato denunciato in procura. —

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