Nasce “Giocovid” il gioco da tavolo ispirato al virus: il traguardo vaccino si taglia giocando con dadi e pedine

Svago, ironia ma anche rispetto delle regole: l’invenzione del cecinese Marco D’Alessandro coi disegni di Daisy Pacella

CECINA. Passare dal giallo all’arancione, finire nel rosso, poi retrocedere e aspettare il giallo. Le fasce di colore durante il lockdown natalizio hanno dettato regole diverse a giorni alterni. Questi passaggi repentini hanno fatto pensare alle dinamiche di un gioco.

Così è nato “Giocovid”, un gioco da tavolo ispirato al virus, tra il monopoli e il gioco dell’oca. Un tabellone con il percorso a caselle tra coprifuoco e quarantene, tamponi, bonus e prescrizioni, che ha una meta agognata: il vaccino. Tra pedine, gettoni e dadi si procede lentamente o a scatti, con imprevisti e sorprese. Per sottolineare l’ironia su un problema molto serio è stato chiamato in soccorso lo spirito labronico, scrivendo le prescrizioni in vernacolo.


L’idea è del cecinese Marco D’Alessandro, trentaduenne titolare della birroteca “Bibere” di Montescudaio con la compagna Camille Maes, che ha inventato il gioco e lo ha messo in produzione, con uscita sul mercato prevista a primavera.

«Durante i cambi di colore nel periodo natalizio ho pensato “sembra di essere in un gioco da tavolo” – racconta – e subito dopo mi sono detto: ma ci sono tutti gli elementi per crearlo! Mi sono ispirato al gioco dell’oca e al monopoli. Ci sono voluti diversi mesi per studiare le regole e per realizzarlo. Ho coinvolto Daisy Pacella per la grafica, è un’autrice e illustratrice trentenne, di cui abbiamo esposto i disegni nel locale. L’idea le è piaciuta subito ed è entrata nel progetto realizzando il cartellone, le carte e le regole».

Così nasce il gioco da tavolo ispirato al Covid: aperto il tabellone si va alla partenza, poi si avanza pescando le carte e in base alle istruzioni delle caselle. Che riservano imprevisti, penalità e bonus. Si può capitare nell’assembramento di una festa clandestina, con la polizia che manda ai lavori socialmente utili, se si finisce all’Asl si fa il tampone, col coprifuoco ci si ferma e se si prende il virus si sta in quarantena per due turni. Tra mascherine e spostamenti, blocchi e incognite, lo scopo è raggiungere il vaccino, che è alla fine del percorso. Possono partecipare da due a sei persone, in squadra, con due o una pedina a testa.

«Lo spirito del gioco è sensibilizzare sul virus, infatti è del tutto anticomplottista – aggiunge – per esempio abbiamo introdotto il caso di chi partecipa ad un convegno complottista e poi resta contagiato. Volevamo sottolineare alcuni aspetti che il Covid ci ha insegnato, come la fiducia nella scienza e il rispetto della natura, infatti abbiamo inserito il monopattino tra i bonus per i giocatori, e realizziamo il gioco esclusivamente con materiali naturali».

“Giocovid” sarà plastic free e interamente prodotto in Italia, con parti di legno, cartone e carta ecologici, i sacchetti di cotone naturale per conservare i materiali.

«Abbiamo cercato ditte italiane – spiega - una che produce la scatola e il tabellone, un’altra le pedine, i dadi e i gettoni con legno e carta certificati FSC, e una terza che realizza i sacchetti in tessuto di cotone naturale certificato Oeko-Tex per conservarli».

Non ultimo il tocco locale: alcune regole hanno ministorie scritte in vernacolo livornese, mentre sul tabellone un gruppo di persone esibisce il cartello “non ce n’è coviddi!”, slogan tormentone in realtà partito dalla Sicilia ma che presto ha “contagiato” anche la Toscana. L’ispirazione viene anche dalle “Cronache della Val di Cecina” dello scrittore satirico di Montescudaio Vittorio Cotronei, che ha visto nascere il gioco e ha contribuito a testarlo. Per la produzione D’Alessandro ha previsto una tiratura di partenza di 500 copie. Arriveranno a primavera e saranno in vendita on line e nei negozi che lo richiederanno, con un costo previsto di circa 23 euro. —

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