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Salgono a 51 i positivi nella Rsa Iacopini: si teme che ci siano molti casi di variante

Il villaggio della vita, la struttura residenziale collegata all’istituto: qui su 25 ospiti ce ne sono 5 positivi

Prelevati altri 90 tamponi. Tutte le anziane erano vaccinate, ma solo metà del personale ha ricevuto la prima dose

CECINA. Il focolaio di Covid nella casa di riposo Iacopini in un solo giorno è più che raddoppiato: dai ventidue contagi accertati domenica 21 febbraio, ieri i casi sono saliti a 51. Questo il numero ufficiale fornito dall’Asl. Restano invece due i casi verificati di variante inglese, su due anziane ospiti. Ma ieri l’Asl ha effettuato altri 90 tamponi, perché il timore è che gran parte dei positivi abbia contratto la variante, visto la fortissima contagiosità del virus modificato. Un contagio allargato tra le ospiti, il personale sanitario e le suore che gestiscono la struttura, privata in convenzione con l’Asl.

Ma per far fronte all’emergenza, l’Azienda sanitaria è subentrata nella gestione della Rsa e nell’organizzazione dei servizi di pulizia, come anticipato domenica dal Tirreno. All’interno della struttura dev’essere realizzata un’area e percorsi completamente separati per i contagiati, una sorta di un modulo d’assistenza di “cure intermedie livello 3”. L’Asl sta cercando quindi di reperire personale, attraverso i propri servizi territoriali e ospedalieri.


L’organizzazione della gestione è l’aspetto più difficile. Perché tutto il personale interno, formato da 36 operatori sanitari, deve entrare in quarantena secondo il protocollo che scatta in caso di contagio da variante, che prevede isolamento dei positivi e quarantena allargata a contatti stretti e non stretti fino a 14 giorni precedenti il contagio. Il Dipartimento di prevenzione sta portando avanti tutte le procedure di verifica sulla positività degli ospiti e del personale di supporto.

Le ospiti positive nella Rsa sono 24 su 37, dieci gli operatori sanitari contagiati su 36, 12 le suore su 13 e cinque gli ospiti del villaggio su 25. Già domenica e ieri sono stati effettuati ulteriori prelievi, inviati al laboratorio ospedaliero universitario di Pisa (l’unico accreditato per il sequenziamento dell’Rna) di cui si aspetta il risultato. E nei prossimi giorni saranno effettuati altri tamponi per ricostruire le sequenze di Rna, per appurare se si tratta di variante inglese. Ma tutti i positivi vengono trattati come varianti, in virtù della maggiore contagiosità di questo tipo di virus. Attualmente i positivi sono asintomatici o paucisintomatici, in tre presentano sintomi moderati. Per nessuno è richiesto il ricovero ospedaliero.

Le ospiti erano tutte vaccinate con la seconda dose, a parte una (arrivata alla Rsa di via Ginori da poco tempo) mentre solo la metà degli operatori sanitari ha ricevuto la prima dose; ieri si sono vaccinati in tre. Delle suore, di cui soltanto una è risultata negativa al Covid, tre su 13 sono parzialmente vaccinate.

Perché il personale sanitario non è stato vaccinato? È una domanda che molti si fanno. E perché le anziane già vaccinate sono state di nuovo contagiate?

«È probabile che il personale della struttura - dice la dottoressa Donatella Pagliacci, direttrice dell’Asl di zona - si sia trovato nel momento in cui sono mancati i vaccini e quindi abbiamo dovuto sospendere le prenotazioni. Comunque stiamo facendo degli accertamenti presso la Rsa. Per quanto riguarda le ospiti vaccinate e di nuovo contagiate, è noto che il vaccino non ha copertura totale ma al 95% e in caso di età molto avanzata e con patologie importanti la reazione immunitaria può essere ridotta. Però la vaccinazione è fondamentale perché, come in questo caso, diminuisce la gravità dei sintomi». —

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