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La voce dei Canottieri di Rosignano: «Più impegno dei soci o il Circolo sparisce»

Da giovedì a domenica le elezioni per rinnovare il consiglio. L’appello di Sergio Bellucci, unico candidato: «Venite a votare» 

ROSIGNANO. «C’è stato il rischio concreto che il Circolo Canottieri Solvay si sciogliesse». Una ipotesi che Sergio Bellucci, che frequenta e si occupa del complesso balneare e sportivo che fa capo allo stabilimento locale da decenni, non poteva tollerare. Così ha deciso di mettersi a disposizione come candidato presidente – l’unico – per rinnovare il consiglio direttivo, scaduto a fine dicembre. Le elezioni si terranno in presenza da giovedì 25 a domenica 28 febbraio. E Bellucci, 82 anni dei quali 35 come quadro nel Servizio costruzioni dello stabilimento e poi per 19 titolare di una impresa di costruzioni civili, si rivolge ai soci. Spronandoli non solo a votare, ma più in generale ad occuparsi della vita del Circolo Canottieri, che conta 2.200 famiglie associate per un totale di circa 6.500 persone.

Bellucci, partiamo dal rischio di scioglimento del Circolo Canottieri.


«Ho aspettato a spiegare la situazione perché avrei voluto che altri si facessero avanti proponendosi come presidente e come consiglieri. Purtroppo questo non è avvenuto. Il passo successivo qualora non vi fosse stata la possibilità di eleggere un nuovo Cd sarebbe stato quello di indire un’assemblea straordinaria per lo scioglimento del Circolo».

In pratica cosa sarebbe accaduto?

«Nella migliore delle ipotesi, l’articolo 30 dello statuto, prevede che, deliberato lo scioglimento, il patrimonio residuo, venga destinato a favore di associazioni regolarmente costituite fra dipendenti e pensionati Solvay con le stesse finalità del Circolo. Questo avrebbe comportato l’esclusione di tutte le altre categorie di soci (i circa 1.400 esterni). Il tutto con l’incognita che la società Solvay fosse ancora disponibile a rinnovare il contratto di comodato d’uso, altrimenti il circolo Canottieri così come è oggi non sarebbe più esistito. Credo che questa presa di coscienza doveva essere chiara a tutti i soci, invece si è continuato a lasciare andare il circolo al suo tragico destino».

Da qui la sua decisione di candidarsi alla presidenza.

«Io non me la sono sentita di veder morire la struttura. Troppe cose mi legano al Circolo: la mia fanciullezza, la mia formazione, l’aver redatto lo statuto su incarico della società Solvay, l’essere stato il primo presidente. Sapere che una realtà con 2.200 famiglie socie, che ha cinque dipendenti fissi e altri quindici stagionali e un bilancio annuale di circa 1.2 milioni di euro, poteva finire nel nulla ha fatto scattare in me lo spirito di appartenenza. Così ho deciso di candidarmi. Ho formato un gruppo di venti persone, che per praticità ho nella mia rubrica, ma sicuramente ne verranno altre, alle quali ho spiegato il mio progetto. Sette di loro hanno capito, dando la loro disponibilità. Mi auguro che trovino il favore dei soci».

Quali sono i suoi progetti per il rilancio del complesso?

«Non mi è mai piaciuto fare una gestione routinaria, basata su una attività di spiaggia dal 15 giugno al 15 settembre. Ho sempre inteso la gestione dei Canottieri in maniera manageriale. Molti ricorderanno come durante la mia presidenza dal 1984 al 1990 sono stati fatti vari investimenti, dal nuovo ingresso con i prati laterali alla copertura pressostatica dei campi da tennis, passando per la costruzione della passerella per la balneazione e la realizzazione dei solarium. Lo stesso spirito intendo ritrovarlo adesso. Per questo propongo vari progetti: istituire la figura di un direttore di Circolo, possibilmente un ingegnere con delega alla sicurezza; costruzione di una piscina con il solarium che darà continuità al bar ristorante; nuova disposizione degli uffici del Circolo ricavati dalla suddivisione dell’altezza del fabbricato bar ristorante; ampliamento di una vasca del porticciolo per ricavare altri posti barca; copertura dei due campi da tennis danneggiati dalla tromba marina; realizzazione di una palestra attrezzata per l’attività fisica (Progetto già iniziato dal precedente consiglio) e ampliamento spogliatoi; realizzazione di un campo da padel per nuova attività fisica per i soci».

Un progetto ambizioso e di certo costoso, avrà una ripercussione economica sui soci?

«Occorrerà uno sforzo da parte di tutti, ma abbiamo già una buona base di partenza. Oggi facciamo lavori per circa 300mila euro l’anno: una parte di questa cifra (50%) occorrerà tutti gli anni per la manutenzione ordinaria ma l’altra parte riguarda lavori a termine (come la pulizia del porticciolo), quindi potremmo disporre nei prossimi dieci anni di circa 1,5 milioni. Un modesto aumento delle quote e dei servizi, in media 100 a socio da calibrare sulle diverse quote associative e da avviare non da subito ma solo quando arriverà il via definitivo ai vari interventi, porterà 200mila euro all’anno. Vale a dire due milioni nei prossimi dieci anni, per un totale di 3.5 milioni da usare. Questo deve incoraggiarci ad andare avanti nei nostri progetti».

Eppure nelle scorse settimane i soci hanno già ricevuto comunicazione di un aumento a partire da questa stagione, perché?

«Si tratta di un contributo di 90 euro una tantum, stabilito dal precedente consiglio direttivo, già votato e approvato dall’assemblea. Un contributo per sistemare il bilancio, dato che il circolo è andato incontro ai vari adeguamenti alle norme anti Covid e ai danni causati dalla tromba d’aria. Ma ripeto che si tratta di una cifra straordinaria, non di un aumento delle tariffe per la stagione 2021».

Il suo appello ai soci in vista delle elezioni.

«Il declino del Circolo dipende da molti fattori, ma il principale è che ogni volta che abbiamo una penna in mano votiamo per far dispetto a chi ci è antipatico, mai con logica, praticità, ideali. La percentuale dei votanti per il rinnovo del consiglio, da molti anni è di circa il 15% dei soci. Troppo poco. Se in questo momento ad alto rischio per la sopravvivenza del complesso, vogliamo che il Circolo continui ad esistere, chiedo uno sforzo a tutti i soci. Dobbiamo raggiungere una percentuale di votanti almeno del 50%. Fate sentire la vostra vicinanza a chi oggi, con spirito di abnegazione, si sacrifica per il bene del circolo e di tutti i soci. Buona fortuna a tutti noi». —

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