Bluebell e Movimento 5 Stelle in Procura a Livorno: presentati due esposti contro Solvay

Uno è per greenwashing mentre l’altro chiede di verificare l’accusa di inquinamento delle spiagge e del mare 

ROSIGNANO. Due esposti per chiedere chiarezza sulle attività dello stabilimento Solvay. Li ha presentati ieri alla Procura di Livorno il deputato del M5S Francesco Berti. Un esposto è a firma dello stesso deputato M5S e di Giuseppe Bivona, del fondo ambientalista Bluebelle che ha acquistato alcune azioni di Solvay, e chiede alla Procura di verificare che lo stabilimento non sia incorso nel greenwashing, ossia in una svolta ecologista solo di facciata, raccontata nella comunicazione esterna ma non reale.

«Ho chiesto alla Procura – dice Berti – di verificare perché a febbraio 2020 l’amministratore delegato di Solvay abbia presentato un grande piano in cui annuncia svolte di tipo ambientale, partendo dal voler limitare il consumo di risorse naturali, senza però fare mezza parola riguardo alla riconversione. E senza far cenno al rispetto delle Bat (best available technologies) che sono imposte dall'Ue a tutti i sistemi di produzione industriale». Il secondo esposto consegnato in Procura, che oltre a quella del deputato Berti porta la firma della consigliera regionale Silvia Noferi (M5S) e dell’avvocato Vittorio Spallasso, è incentrato sul reato di inquinamento ambientale.

«Pensiamo agli sversamenti di metalli pesanti – spiega ancora Berti – direttamente sull’arenile dove poi le persone vanno al mare. In altre Nazioni, Solvay sversa in mare, ma almeno lo fa molto al largo. Penso alla Spagna, dove la società ha uno stabilimento che butta in mare metalli pesanti ma usando una condotta sottomarina che sversa a qualche centinaio di metri dalla costa». Una battaglia, quella di Berti e Bivona, che va avanti ormai da settimane. —

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