A Rosignano la recinzione tra l’Aurelia e i binari abbattuta dal tornado e mai riparata

I residenti dei Palazzoni: «Sono cinque mesi che chiediamo il ripristino. Così è un pericolo per passanti e animali»

ROSIGNANO. L’hanno vista abbattersi al suolo la sera del 25 settembre scorso, quando una tromba d’aria ha devastato il quartiere del Lillatro scoperchiando tetti e buttando già svariati alberi.

Da allora sono passati già cinque mesi, e la recinzione che, a fianco della via Aurelia, separa la carreggiata dai binari ferroviari è ancora a terra, abbandonata fra le erbacce. Una grata in ferro che non ha soltanto una funzione estetica, ma è realmente utile per dividere l’area dei binari dalla strada. Da non sottolineare che la strada in questione è la vecchia via Aurelia, nel tratto che rappresenta l’ingresso sud di Rosignano Solvay. Un’arteria, quindi, particolarmente trafficata dagli automobilisti, ma anche da ciclisti e pedoni che utilizzano l’apposita pista per le due ruote realizzata sul versante monte della strada.


È chiaro che i primi giorni dopo il tornado nessuno dei residenti della zona dei Palazzoni ha considerato prioritario l’intervento di ripristino della recinzione. C’erano danni maggiormente significativi a cui pensare. Il bilancio della tromba d’aria è stato di 87 appartamenti colpiti, di questi 59 sono stati giudicati danneggiati e 28 dichiarati inagibili. In tutto sono state 84 le famiglie della zona dei Palazzoni che hanno dovuto fare i conti con i danni subiti a causa del tornado.

«Un bilancio – spiega Francesco Inghilleri, i cui genitori abitano nella zona dei Palazzoni – che sul momento ha fatto passare in secondo piano il problema della recinzione divisoria fra l’Aurelia e la ferrovia. Nelle settimane successive però tanti abitanti del posto hanno notato che nessun tecnico di Ferrovie è mai venuto a ristrutturare la cancellata caduta sul lato dei binari».

Eppure, secondo la gente del posto, si tratta di un intervento di grande importanza per garantire la sicurezza di chi transita nella zona. «Magari chi ha figli piccoli – dice Veronica Biasci – si preoccupa chiaramente di non farli arrivare fino all’Aurelia, quindi non dovrebbero raggiungere la barriera tra strada e binari. Ma penso agli animali domestici che capita scappino dai giardini. Per non parlare dei ciclisti che se cadessero andando lungo la ciclabile si troverebbero praticamente a lato dei binari». Un pericolo, insomma, che secondo la gente del posto è sotto gli occhi di tutti. Perché in aree urbane e densamente frequentate la separazione fra le strade e le zone dove corrono i binari è indispensabile. La pensa allo stesso modo Alessio Franchi, anche lui residente in zona Palazzoni: «Sono mesi che quella struttura è caduta e dalle nostre case vediamo a diritto i binari ferroviari. In passato è capitato che qualche automobilista abbia sbandato e sia finito sul versante monte della carreggiata, andando a sbattere contro la recinzione». I residenti si chiedono cosa potrebbe accadere se, con l’inferriata a terra, un’auto finisse sui binari. «Una tratta ferroviaria –prosegue Inghilleri – che tra l’altro è molto transitata, essendo la linea Tirrenica».

Insomma, secondo le persone che abitano ai Palazzoni è indispensabile che, cinque mesi dopo il tornado, sia ripristinata la separazione fra l’Aurelia e la linea ferroviaria a lato. «Tra l’altro – termina Inghilleri – ho fatto presente più volte la cosa al sindaco. È vero che quella recinzione è competenza delle Ferrovie e che spetta a loro sistemare la zona, ma è altrettanto vero che l’amministrazione potrebbe insistere perché l’intervento fosse fatto. Perché è una questione di sicurezza dei cittadini». —

Anna Cecchini

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