Erosione a Vada: «Portare subito nuova sabbia altrimenti pennelli inutili»

Titolari di ristoranti e bagni che si aprono lungo la marina. «Speriamo non si crei un lago di detriti nella zona delle barche»

VADA. «Bene che abbiano realizzato i pennelli, ma se contemporaneamente non viene fatto un adeguato ripascimento il rischio è che l’arenile sparisca definitivamente. E poi c’è da capire se queste tre barriere siano realmente utili contro l’erosione». Cittadini e operatori turistici sono concordi nel sottolineare l’urgenza di riportare sabbia lungo la spiaggia davanti all’abitato di Vada, nel tratto che dai bagni Lido arriva fino al fosso della Bucaccia. Le tre massicciate perpendicolari alla linea di costa sono praticamente ultimate. E, se l’aspetto non dispiace ai cittadini e ai titolari di ristoranti e stabilimenti balneari che si aprono sulla marina di Vada, il timore di tutti è che in effetti non siano completamente funzionali per bloccare le mareggiate.

«Le dighe sono belle – ammette Fabio Malenotti, titolare del ristorante Cavalluccio Marino – e senza dubbio rappresentano un tentativo per bloccare l’erosione che altrimenti spazzerà via questo tratti di spiaggia. E poi le strutture sul mare, penso alla Barcaccina, sono state devastate dalle mareggiate. Certo temo che uno degli effetti delle tre nuove barriere possa essere quello di far ristagnare ancora di più l’acqua qui davanti a noi, fra le massicciate al cui interno sono ormeggiare le barche del Circolo. Ho paura che le correnti portino qui davanti tutti i detriti, e che lo specchio d’acqua dove ci sono le barche alla fine sembri più un lago».


Sottolinea l’urgenza di effettuare al più presto il ripascimento Ilaria Musto, titolare dello stabilimento La Barcaccina che in occasione dell’ultima mareggiata ha visto le onde abbattere 21 cabine, la pedana su cui sorgevano e varie altre strutture. «Ho fatto la conta dei danni – dice – e per ripristinare le strutture abbattute servono come minimo 60mila euro». Musto insiste sull’impellenza di riportare la sabbia. «I pennelli da soli non bastano – dice –, credo che il ripascimento dovesse essere fatto contemporaneamente. Anche perché il 4 aprile è Pasqua e se la situazione sanitaria migliorerà bisogna che la zona sia fruibile e adeguata per i turisti. La Regione deve capire che le coste sono uno dei patrimoni per l’economia toscana, ma deve avere chiaro che ad oggi circa il 40% delle coste sono state erose. È tardi per continuare a pensare: senza spiagge non arrivano i turisti e l’economia va in ginocchio». Soddisfatto dei tre pennelli Marco Cervasio, un residente che sottolinea come «la situazione era grave, il mare arrivava dentro al campo di calcio». Infine Emanuele Baldi, anche lui del paese, che punta il dito contro «lo stato di abbandono della grande pineta dietro la spiaggia della Bucaccia. Già non c’è sabbia, poi questa pineta è abbandonata e non si capisce il perché. Potrebbe essere una attrattiva come avviene per le pinete di paesi limitrofi». —

Anna Cecchni

© RIPRODUZIONE RISERVATA