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Cadono calcinacci dal cavalcaferrovia e i parcheggi sono ancora transennati

I posti auto sotto al cavalcavia, ancora transennati

Caprai (Croce Rossa): «Quando avevamo la sede sotto alla struttura dovevano spesso intervenire gli operai»

ROSIGNANO. Il gigante cade a pezzi. L’opera infrastrutturale, ossia il cavalcaferrovia che unisce via della Cava a via Musselburgh, inaugurato nel luglio del 1979, ha necessità urgente di interventi di manutenzione straordinaria. A dirlo anche alcuni cittadini che nei pressi vivono o lavorano. L’area in peggiori condizioni è la rampa che dalla campata principale si dirama verso Castiglioncello. Ma non sta meglio neanche il tratto che supera Aurelia e ferrovia Roma-Livorno. Anche qui sono caduti calcinacci di vaste proporzioni lasciando scoperto il cemento armato; anche qui le travi che sorreggono il viadotto sono annerite e corrose. Dopo quarant’anni il tempo e le manutenzioni frammentarie hanno dato al colosso di cemento, che collega la parte a monte con quella a mare del paese, un’immagine di degrado che deve essere sanato. «La nostra sede era lì dal 2004 fino al 2013 - racconta Luigi Caprai presidente della Croce Rossa di Rosignano - e molto spesso cadevano calcinacci. Le persone avvisavano, gli operai venivano a recintare, finivano di staccare i pezzi instabili ma questi lavori hanno riguardato sempre prevalentemente la campata centrale. Di fatto interventi di messa in sicurezza e poco altro». Per quanto riguarda il progetto che il Comune di Rosignano ha presentato in Regione all’interno del più ampio pacchetto di interventi sugli edifici del territorio, ossia quello di abbattere entrambe le rampe di accesso laterali al cavalcaferrovia, Caprai dice: «Sono concorde al loro abbattimento, le dovevano togliere già qualche anno fa, perché con la realizzazione delle rotatorie le rampe non hanno più senso. Quella lato sud, più vicina al centro di Rosignano Solvay, è anche pericolosa, e vi sono successi parecchi incidenti. Il punto più pericoloso è proprio l’intersezione tra la rampa e la campata principale, soprattutto per coloro che non sono del luogo e non conoscono la viabilità». Favorevole all’abbattimento delle due«rampe anche uno dei residenti vicino al cavalcaferrovia. «Da quelle rampe più volte sono caduti pezzi di cemento - dice Alessandro Donati - le aree interessate dalla caduta vengono transennate, quindi bene che venga fatta la manutenzione dell’arcata principale e bene che vengano abbattute le rampe».

A testimonianza di questo, nella zona adiacente al distributore Agip, zona interessata dalla caduta di frammenti di cemento anche nel novembre scorso, non sono state ancora tolte le transenne piazzate allora, e, poco più in là sono ancora visibili piccoli pezzi di cemento a terra. Alzando gli occhi si vedono ferri arrugginiti che fuoriescono dalla rampa a nord, ma anche lungo i cordoli della campata principale. Ma c’è anche chi non è convinto della demolizione delle rampe.


Tra questi Carlo Falduto, uno dei titolari della limitrofa Farmacia Nuova. «Andrebbero fatti interventi di manutenzione straordinaria a tutto il cavalcaferrovia, ma non sono favorevole all’abbattimento delle rampe, utili soprattutto a chi si sposta a piedi o in bicicletta. Persone che per raggiungere luoghi di interesse essenziali, ma anche le stesse spiagge dovrebbero fare un percorso più lungo. Le rampe offrono un accesso più veloce al centro del paese». Rimane il fatto che il Comune, valutato che in passato sono già stati effettuati interventi onerosi che non sono serviti a mettere definitivamente in sicurezza l’opera (che peraltro dalle perizie non è a rischio di crollo, ma solo di caduta di ulteriori calcinacci) appare intenzionato ad un intervento radicale di abbattimento delle rampe laterali per poi concentrare gli interventi di manutenzione sul tracciato principale a cui si può accedere sia da sud che da nord grazie alle rotatorie che sono state realizzate negli ultimi anni. —

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