Tenta di uccidere l’ex compagno nel centro di Cecina: «Voleva investirmi, così mi sono salvato»

La donna, 35 anni, era stata trasferita ai domiciliari dopo l’arresto, ma è uscita di casa: ora è nel carcere di Pisa

CECINA. Sarebbe bastata una stupidaggine, la scatola del cellulare sparita, per innescare la furia di una 35enne di origini cubane ma da anni residente a Cecina. Alla base – è vero – un rapporto con l’ex convivente che definire burrascoso sarebbe riduttivo, visto il numero di denunce e segnalazioni presentate dall’uno o dall’altra negli ultimi mesi che raccontano di presunte violenze, angherie e vendette.

Stavolta però il piano della donna, Nelay Mitjans Gomez, è andato molto oltre, tanto che ha cercato di investire l’uomo con la propria macchina rischiando di ucciderlo.

Tutto è cominciato nel pomeriggio di lunedì quando Luigi Morina, 55 anni, che ora vive a Rosignano Marittimo, si è presentato alla caserma dei carabinieri di Cecina raccontando che l’ex partner lo aveva aggredito e minacciato dopo averlo accusato (ingiustamente a suo avviso) di aver preso, o comunque fatto sparire, la scatola del cellulare. I militari che conoscono la situazione di conflittualità tra i due, hanno provato a mediare raccogliendo lo sfogo del cinquantacinquenne e tranquillizzando la situazione. Quando l’uomo è uscito dalla caserma a piedi e si è incamminato per tornare a casa ha percorso poche centinaia di metri fino ad arrivare alla piazza della stazione.

È qui che ha intravisto la sagoma della Bmw di colore nero dell’ex convivente avvicinarsi a lui a velocità sempre più sostenuta. «Mi voleva investire – ha raccontato l’uomo ai militari – mi sono salvato buttandomi dietro ad alcune macchine parcheggiate lungo il marciapiede». La forza dell’impatto tra la macchina pirata e quelle parcheggiate è possibile misurarla attraverso i danni subiti dalle tre vetture: la parte anteriore della Bmw distrutta sul lato del guidatore, segni sulle altre fiancate e auto parcheggiate spostate di un metro rispetto al punto nel quale i proprietari le avevano lasciate.

È in questo contesto che l’uomo, dopo essere scampato all’investimento si è rifugiato nella caserma dei carabinieri raccontando quello che era successo. Poco dopo la donna è stata arrestata con l’accusa di tentato omicidio e su disposizione del pubblico ministero di turno Ezia Mancusi trasferita agli arresti domiciliari.

Il tentato omicidio, però, ha avuto uno strascico il giorno successivo. Perché la donna, invece di restare a casa, è uscita tranquillamente andando in centro a passeggiare.

È stato l’ex compagno, dopo averla incrociata, ad avvisare di nuovo i carabinieri impaurito dalle possibili conseguenze. È così scattato un secondo arresto per evasione. La trentacinquenne ha trascorso la notte nella camera di sicurezza della caserma di Cecina e mercoledì mattina si è presentata in tribunale, davanti al giudice Marco Sacquegna per l’udienza di convalida.

«Quando ha capito che sarebbe andata in carcere – spiega chi era fuori dall’aula al primo piano del tribunale – ha cominciato a urlare cercando di fare resistenza quando i militari l’hanno portato in auto». Adesso la donna è nel carcere femminile Don Bosco di Pisa. E al tentato omicidio e all’evasione potrebbero venirle contestati altri reati. —

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