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Maxi rimpasto: il sindaco di Cecina Lippi cambia la giunta comunale

Tra i papabili il consigliere Mimmo Di Pietro (Propositivi), l’ex consigliera Meri Pacchini e l’ex assessore Giovanni Salvini

CECINA. Sono già tre gli assessori usciti dall’insediamento della giunta Lippi-bis: l’ultima pochi giorni fa è Maria Grazia Rocchi, ex parlamentare Pd con delega al bilancio. Il primo, nel novembre 2019, è stato Fabio Pacchini, ex maresciallo dei carabinieri con delega alla sicurezza. Poi è stato il turno di Daria Forestiero, farmacista eletta per la prima volta in consiglio comunale, a cui è subentrata Rocchi. Ora si annuncia un altro giro di valzer, con un maxi rimpasto e la riassegnazione delle deleghe.

Una nuova giunta


A Palazzo civico si sussurra che sarà in pratica una nuova giunta. L’unica poltrona sicura sembra quella del vicesindaco Antonio Giuseppe Costantino. Per gli altri è tutto da definire. Voci a cui si aggiunge una possibile nomina dall’area della Val di Cornia, a cui Lippi vorrebbe dare un significato politico di collegamento tra le due zone che formano le Valli etrusche, Val di Cecina e Val di Cornia appunto, che convergono nella gestione degli ospedali in rete di Cecina e Piombino.

In questi giorni si parla di una serie di colloqui che il sindaco avrebbe avuto con possili candidati. Siamo sempre nel campo delle ipotesi, ma ci sono dei nomi spendibili. I più papabili sono quelli del consigliere comunale Domenico Mimmo Di Pietro, eletto nel gruppo dei Propositivi per Cecina, una delle liste civiche che ha appoggiato la ricandidatura di Lippi. Di Pietro, insegnante, è uno dei nomi di punta della squadra elettorale di Lippi.

I super papabili

Se entrasse Di Pietro in giunta, ci sarebbero anche dei movimenti in consiglio comunale. Scorrendo la lista dei non eletti, potrebbero subentrare Lucilla Botti, la stessa Daria Forestiero o, nel caso di rinunce, Giovanni Salvini.

Il nome dell’ex assessore a Cultura e scuola, e vicesindaco nella prima giunta Lippi, è un altro dei papabili per il maxi rimpasto d’inverno. Salvini è stato uno dei pochi assessori che ha completato l’intera consiliatura nella prima giunta Lippi, sfuggendo ai numerosi rimpasti. Altro nome papabile è quello di Meri Pacchini, ex consigliera comunale e presidente del consiglio nella passata legislatura. Ingressi a cui corrisponderebbe anche una riorganizzazione delle deleghe.

«Nuovi obiettivi»

Lippi non si sbilancia, ma conferma che c’è un rimpasto imminente. «Complessivamente sto cercando di individuare nuove linee di lavoro», commenta il sindaco che esclude problemi con la sua squadra. E allora perché il rimpasto? «È una questione di obiettivi di lavoro – aggiunge Lippi –: già all’insediamento della giunta avevo parlato di staffette tra assessori, proprio per mettere in pratica il programma elettorale».

Nella scelta dei nuovi assessori peserà anche l’equilibrio di genere (un uomo e una donna).

Il primo mandato

Il precedente è una conferma. Lippi ci ha abituato a continui cambi fin dal primo mandato, accompagnato da quattro rimpasti di giunta in altrettanti anni di mandato amministrativo. Con cinque teste cadute. L’ultimo a salutare fu l’assessore all’Economia e allo sviluppo economico Federico Cartei, con «motivazioni di natura esclusivamente personale», disse. Poco tempo dopo fu eletto infatti nel consiglio di amministrazione della Banca di credito cooperativo di Castagneto. Le sue deleghe passarono al sindaco, così come è successo dopo le dimissioni di Pacchini e Rocchi.

Nella passata consiliatura entrò a far parte della squadra di giunta il consigliere Mauro Niccolini allo Sport, incarico che gli è stato confermato nel secondo mandato.

La prima uscita fu invece un vero terremoto. Giamila Carli, attuale sindaca di Santa Luce, sbattè la porta inviando le sue dimissioni per lettera nell’agosto 2015. Fu sostituita da Sabrina Giannini. Più tranquillo il rimpasto a marzo 2017, con l’uscita per ragioni familiari e di lavoro di Paolo Biasci (Turismo e Commercio) e di Caterina Barzi (Protezione civile, Decoro urbano e Manutenzioni).

Seguì l’ingresso in giunta di Lia Burgalassi (Politiche sociali, Società della salute e Protezione civile) e del campione iridato di ciclismo Paolo Bettini, al Turismo sportivo, ritiratosi però già tre mesi dopo per i suoi impegni professionali.

Gli equilibri politici

Un continuo valzer degli addii che Lippi sdrammatizzò all’insediamento della sua seconda giunta. «Si sa che a me le squadre servono almeno doppie», fu la battuta. È stato di parola.

Stavolta però il ri mpasto si annuncia ancora più consistente nei numeri e non episodico. Dando adito a valutazioni opposte: chi lo vede come un segno di dinamismo, chi invece lo valuta come un segno di debolezza politica. Anche perché l’estate scorsa Lippi è uscito dal Partito democratico e gli equilibri sono ancora più delicati. —

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