Il sindaco di Rosignano Donati si è vaccinato contro il Covid: «Fate come me»

È  stato contattato come volontario della Pubblica assistenza: «Non ho avuto esitazione, è un atto di responsabilità»

ROSIGNANO. L’ha annunciato sul suo profilo Facebook nel pomeriggio. Daniele Donati si è vaccinato contro il Covid. Ma per chiarire che non ci sono stati “salti di fila”, il sindaco del comune di Rosignano e presidente della Società della Salute delle Valli Etrusche ha messo subito nero su bianco di essere stato contattato come volontario della Pubblica assistenza di Rosignano, di cui è stato a lungo anche presidente e in cui presta tuttora servizio attivo: l’ultimo turno, specifica, domenica sera.

«Mi hanno contattato in qualità di volontario e soccorritore - dice Donati - per fare il vaccino anti Covid e non ho avuto alcuna esitazione: oggi (ieri, ndr) mi sono vaccinato. Ho fatto ciò che ritengo essere un modo per proteggersi, ma non solo: è anche un atto di altruismo nei confronti delle altre persone e della comunità. Ho dato il mio piccolo contributo per riuscire a risolvere questa situazione». Perché «ogni singola dose somministrata è un passo verso la fine di questa pandemia. Ma ancora una volta, voglio sottolineare che potremo "festeggiare" davvero quando la campagna vaccinale sarà conclusa e avremo raggiunto l'immunità di gregge: è necessario fare bene e presto».


Come sta sindaco?

«Benissimo».

Dove si è vaccinato?

«All’ospedale di Livorno, primo padiglione, insieme a una decina di volontari della Pubblica assistenza di Rosignano. L’Anpas regionale ha richiesto i test per i propri volontari. Ci hanno chiamato e siamo subito andati».

Fa ancora volontariato attivo?

«Quest’anno festeggio i 36 anni di volontariato. Faccio i turni in ambulanza, non più come prima ma ne faccio ancora molti. L’ultimo domenica sera. Come volontario sono più a rischio di molti medici di alcuni reparti, dove il contatto è più difficile».

È il primo sindaco della provincia a vaccinarsi?

«Penso di sì, o uno dei primi. Forse il sindaco di Sassetta (Alessandro Scalzini è cardiologo ospedaliero, ndr) ma credo che sia in aspettativa».

Che messaggio vuole dare ai suoi cittadini?

«Voglio dire che il vaccino è una forma di autotutela e di responsabilità verso gli altri. Spero che tutti lo facciano, perché solo così potremo uscire da questa pandemia». —

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