Lutto a Cecina: è morta la maestra Paola Pazzaglia, aveva 77 anni

Aveva tre figli tutti avvocati. Federico, ex candidato sindaco: «Ha vissuto 50 anni per noi». Su Facebook il ricordo di colleghe ed ex allievi

CECINA. È morta Paola Mazzantini Pazzaglia. Aveva 77 anni. Per generazioni di alunni è stata semplicemente la “maestra Pazzaglia”, con il cognome del marito come si usava un tempo. Maestra di tanti cecinesi, perché per molti anni ha insegnato alle scuole elementari del centro, nel vecchio edificio delle Guerrazzi, che ora ospita gli uffici comunali. Se n’è andata ieri mattina nella sua casa, dopo aver affrontato per alcuni anni l’Alzheimer, accudita dalla figlia Nicoletta. È stato il secondo figlio, Federico, ad annunciare la morte della madre su Facebook. E su Facebook ex colleghe e allievi l’hanno ricordata con affetto. Livornese di nascita, Paola Mazzantini viveva a Cecina dagli anni Sessanta, dopo aver sposato Franco Pazzaglia, che aveva vinto il concorso come notaio a Castagneto. Madre di tre figli, tutti avvocati, Gianclaudio, Federico e Nicoletta, nati tra il ’69 e il ’73, è rimasta vedova quando era ancora molto giovane, nel 1979.

«Per cinquant’anni – dice Federico, candidato a sindato per il centrodestra e ora consigliere comunale – ha pensato a noi figli: per lei era una grande soddisfazione che lavorassimo insieme nello stesso studio. Per 50 anni si è dedicata a noi e sicuramente continuerà a farlo da lassù con il mio babbo. Magari si riposerà un po’». I figli e la scuola erano la sua vita. «Ha insegnato per una quarantina d’anni – racconta ancora Federico – è andata in pensione nel 2006. Da alcuni anni combatteva con l’Alzheimer, e ultimamente aveva anche problemi fisici. È volata in cielo stamani alle 5 (ieri, domenica 10 gennaio, ndr)».


Come prevedono le norme anti Covid, è stata trasportata all’obitorio del cimitero comunale. Oggi, alle 16, sarà celebrato in duomo il funerale. «Lei maestra, mia mamma sua collega e, poi, io e mia sorella seguendo le orme materne: anche noi dedicate alla scuola con la maiuscola, quella vera fatta di educazione, rispetto», la ricorda Gloria Zamboni. Che aggiunge: «Una bellissima signora sempre molto curata e attenta a quella che oggi chiamano forma, ma che era, ed è, sostanza. Bravissima insegnante perché attenta ai bisogni dei bambini. Lei, la signora Schiazza, la signora Cialdini, il maestro Olmi».

«Una grandissima maestra, un modello da seguire», la ricorda un’altra maestra, Cecilia Incagli. E una mamma, Maria Grazia Giannini, scrive: «Non ho parole per dire il dispiacere che provo. È stata la maestra del mio secondo figlio Massimo che lei affettuosamente chiamava Massimino. Una maestra mamma: oltre che bravissima nell'insegnamento, riusciva a capire il carattere degli alunni».

«Una grande maestra, collega del mio babbo e insegnante indimenticabile per Jacopo», dice Federica Olmi, figlia di un altro amatissimo maestro, scomparso nel 2014: Venzo Olmi. «Una delle migliori colleghe che abbia mai avuto, dalla quale ho imparato molto, professionalmente e umanamente», scrive Patrizia Taffuri.