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Auto americane, la difesa di D'Erasmo: «Io sono sempre stato trasparente. La targa doganale è possibile»

La Dodge Ram di Roberto Agus con la targa doganale sul parabrezza (foto Michele Falorni)

Rosignano, l'imprenditore sottolinea: «Durano un anno, le usino e vengano a prenderle». Poi risponde a Giuseppe Serao che ha la Mustang in giardino da due anni: «Non ha voluto il collaudo, i suoi disagi nascono da lì»

ROSIGNANO. «Agus e Ceriotti sostengono di non essere stati avvisati della lunghezza delle tempistiche per immatricolare le auto americane? Questa affermazione è totalmente falsa, come può essere facilmente verificato tramite il semplice dialogo con qualunque mio cliente, che non farà altro che confermare che quella che è la mia abitudine: informare i compratori di ogni singolo aspetto relativo all’acquisto di questo genere di veicoli, soprattutto sulla complessità e la lunghezza degli adempimenti necessari per la nazionalizzazione italiana delle macchine».



A parlare è Dario D’Erasmo, il titolare della Forever Free delle Morelline, che era stato denunciato per una presunta truffa su tre pick-up dal pisano Roberto Agus, dal milanese Loris Ceriotti e dal trentino Marco Serra. «Sull’efficacia e all’utilizzabilità delle cosiddette targhe “Zoll”, chiamiamole provvisorie – prosegue D’Erasmo, citando anche una norma del codice della strada – le stesse sono governate all’identica maniera in tutti i pareri dell’Unione europea e consentono l’utilizzo del mezzo in quanto soddisfano le esigenze di rintracciabilità, riconoscibilità e controllo del veicolo e del suo possessore, da un lato soddisfacendo al contempo l’esigenza di rispettare le norme in materia di assicurazione obbligatoria in materia di Rc auto, in quanto le stesse sono sempre comprensive di idonea polizza assicurativa».

Sarebbe del tutto inutile – prosegue l’imprenditore – «prenderne la temporanea durata fino al limite di un anno se queste consentissero esclusivamente l’utilizzo occasionale per andare da punto A a punto B. Sarebbe sufficiente farle solo di uno o due giorni e la legge non prevederebbe invece la loro durata fino a un anno con la possibilità di rinnovo».

L’imprenditore – che si lamenta anche per «gli atti persecutori da parte di Agus» – replica poi a Giuseppe Serao, un trentenne di Latina che sostiene di aver ancora la sua Mustang in giardino perché, dopo averla comprata, non avrebbe i documenti corretti per immatricolarla. «Ha scelto lui – a parlare è l’avvocato di D’Erasmo, Luciano Lorusso – di non far collaudare la vettura, non presentandosi all’appuntamento. Poi è sparito. La Range Rover Evoque che ci aveva dato in permuta per la Ford aveva il chilometraggio molto alleggerito, l’impianto frenante da rifare e il paraurti anteriore non era attaccato con le viti, ma col silicone, tanto è vero che D’Erasmo l’ha perso per strada. L’auto è in possesso del titolare della Verdi Auto di Modena».

E risponde anche allo spezzino Claudio Maracci, che nel 2019 sostiene di avergli dato 1.600 euro in contanti, che D’Erasmos avrebbe girato «a un amico, il quale gli avrebbe dovuto installare un impianto a gpl su una Clio 2000: «A semplice richiesta di un tecnico per installare il gpl ha indicato una persona. Il mio assistito non ha ricevuto soldi».