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Auto americane, clienti infuriati: «Tempi lunghi per immatricolarle? Non ce lo aveva detto»

L'imprenditore Dario D'Erasmo davanti al suo autosalone con una delle Dodge Ram vendute

Rosignano: attendono da mesi l'ok per circolare in strada con le Dodge Ram già pagate. «La targa prova? Non si può. Dario D’Erasmo ora ci ridia i soldi»

ROSIGNANO. «Aspettare un anno per guidare la macchina? D’Erasmo non me lo aveva mica prospettato, altrimenti l’avrei acquistata altrove. Le targhe prova? Sì, so che quelle doganali esistono e che nel 2004 c’è stato un accordo con la Germania che ne permetterebbe l’utilizzo anche qui. Ma la normativa a monte, quella italiana, è più chiara: se sei residente in Italia per oltre 60 giorni l’anno le puoi usare solo per importarle o per andare a fare l’immatricolazione. Magari non mi faranno la multa, ma non vanno certo bene…».



Loris Ceriottiè uno dei clienti che si reputano raggirati da Dario D’Erasmo, il titolare dell’autosalone Forever Free delle Morelline, che gli ha venduto un Dodge Ram per 54.000 euro, parcheggiato da quasi un anno nel piazzale della società di via dell’Energia. L'imprenditore si è comunque difeso al Tirreno spiegando di essere stato trasparente con Ceriotti. «Lo scorso maggio – dice Ceriotti – con una mail certificata l’avvocato Luciano Lorusso mi ha assicurato che a giugno la macchina sarebbe stata immatricolata. Invece poi ho scoperto che mancavano dei documenti e il faldone completo, in motorizzazione, è stato depositato solo l’11 novembre. La questione è semplice: se la documentazione ce l’hai i tempi non sono così lunghi, altrimenti succede quello che è accaduto a me. Per altro, la mia Dodge Ram, negli Stati Uniti aveva subìto un brutto incidente e non mi è stato detto. Così valeva 26.000 dollari, non 54.000 euro. Non c’è stata trasparenza. Rivoglio i soldi perché a causa della mancata consegna del pick-up ho dovuto chiudere anche la mia società».

Dello stesso tenore il pensiero di Roberto Agus, 51 anni, di San Giuliano. Anche lui ha acquistato una Dodge Ram, ma per 40.000 euro. «D’Erasmo dice di essere un importatore, in particolare di vetture statunitensi: se è così mostri fatture, documenti e dazi doganali, perché possono dimostrare che non dice la verità – afferma – Dice poi che le nostre auto sono nel cortile della società, in un’area privata. Sono in grado di confermare il contrario con foto e video girati nell’arco di questi mesi, dimostrando che le macchine erano fino a un paio di settimane fa parcheggiate all’esterno, per la strada. Anzi – precisa Agus – quella che avrei acquistato io l’ha usata per ragioni personali, caricandoci i cani e addirittura smontando pezzi e cambiando le targhe. Foto e video lo documentano».

Agus – nel gruppo Facebook creato «per diffamarmi», per usare le parole dello stesso D’Erasmo – smentisce di aver cancellato i commenti delle persone che invece avrebbero preso le difese dell’imprenditore. «Spesso e volentieri è D’Erasmo che li pubblica e li toglie con dei profili falsi», sottolinea.

Poi si sofferma sul punto centrale: «Quando vogliono – aveva detto D’Erasmo al Tirreno – come abbiamo sempre sostenuto, le auto possono ritirarle con le targhe prova. Li aspettiamo». «Lui dice che possiamo andare a prendere le vetture? – afferma Agus – Io è da settembre che chiedo che mi vengano consegnati i documenti e la Dodge, accollandomi la pratica della nazionalizzazione, ma nel merito non mi ha mai risposto. La questione più grave è che dice che è pronta la targa austriaca. Ora mi spieghi lui, con il suo legale e i suoi 12 clienti, gli articoli 93 e 132 del codice della strada che disciplinano l’uso delle targhe estere. Questa faccenda, se si fosse svolta in trasparenza e serietà, non si sarebbe trascinata fino a questo punto. D’Erasmo mi ha creato molti disagi dal punto di vista fisico e sapeva della mia invalidità al momento dell’acquisto. Inoltre sono venuto a conoscenza, dopo cinque mesi, che la Dodge era gravemente incidentata e non rispecchia il prezzo pagato». —

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