CECINA. La prima domenica dei negozi (ri)aperti strappa ai commercianti cecinesi un piccolo sorriso. Certo, non sarà un pomeriggio a determinare l’incremento del fatturato di questo mese, da sempre strategico, ma arrivare in centro e trovare gente a passeggio fa piacere. «Per una parziale risposta dovremo attendere – dicono a una voce alcuni esercenti – però vedere corso Matteotti frequentato dalle persone aiuta». Sì, perché da metà novembre è rimasto vuoto. Con il passaggio dalla zona rossa ad arancione il quadro è cambiato. Basta paragonare il fine settimana passato con questo, condizioni del tempo a parte: famiglie e ragazzi a Marina, mentre ieri dalle tre e mezzo hanno posteggiato macchine e motorini in città. «Situazione nuova e abbastanza piacevole – dice Sabrina Marconi di Fashion – credo per tutti. Se poi apriranno i confini comunali avremo l’incremento delle presenze. Intanto notiamo movimento e, preso atto dell’emergenza sanitaria, non è poco».
Mai come nel 2020 stravolto dalla pandemia, i titolari degli esercizi commerciali contano i giorni sul calendario. Serve un’inversione di rotta, che un passo dopo l’altro permetta loro di gestire le proprie attività senza imprevisti. «Non ci lamentiamo – prosegue Benedetta Mannari, commessa di Giallo Cammello – poiché abbiamo aperto alle quattro e accolto gente. Con la stagione così brutta non lo avrei immaginato. Invece, il passeggio è cresciuto con il trascorrere delle ore. Non dimentichiamo quanto siamo stati chiusi». Già: chi è abituato a venire a Cecina per acquistare mantenendo fermi i propri punti di riferimento e scoprendo qualcosa di nuovo, le saracinesche abbassate sono un pugno nello stomaco. Ma la capacità di adattarsi da parte dei commercianti è comunque degna di nota. Sfidiamo chiunque a fronteggiare divieti e chiusure imposte dalla pandemia, senza compiere tripli salti mortali per rispettare scadenze e pagamenti.
«Per essere il primo pomeriggio – commenta Irene Giusti, al lavoro da Primadonna – è andata abbastanza bene, grazie alla zona blu che si è riempita pian piano nonostante il maltempo». Lo stesso sostiene Simona Pedroni di Zita Broolz, sottolineando però che dicembre non è iniziato come quello dell’anno scorso. La speranza è che, in queste settimane, le disposizioni aiutino gli esercenti. Natale è da sempre il momento migliore per vendere e, considerate le sofferenze da marzo a oggi, non è pensabile perdere l’occasione. Occorrono cautela e un pochino di libertà in più. Non ci sono dati, certo, ma vedere papà e mamme, adolescenti e nonni fermarsi davanti alle vetrine e uscire con qualche pacco – un libro, un gioco, una lampada e un oggetto per la casa – almeno consola.
