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Gesù dentro la mascherina e l'angelo col termoscanner: è il presepe di Rosignano Marittimo

Nella parrocchia di Ss. Giovanni Battista e Ilario il Covid fa capolino negli allestimenti in ricordo della Natività. Don federico Locatelli: "E' il segno che Dio non è qualcosa di astratto ma condivide la nostra storia e le nostre fatiche di persone"

ROSIGNANO. Chissà se oro, incenso e mirra sono stati sanificati o se, prima di essere consegnati davanti alla capannuccia di Gesù Bambino, li metteranno in quarantena (ma a quel punto ci ritroveremmo dritti dritti in quaresima e da lì al Golgota è un attimo): fatto sta che, in ottemperanza al dpcm anti-Covid, i re magi del presepe della parrocchia dei santi Giovanni Battista e Ilario a Rosignano Marittimo – guidata dal parroco don Federico Locatelli – hanno deciso di mettersi la mascherina e rispettare le regole di distanziamento: del resto, sul cammino che li porta passi passino davanti al Bambinello ecco che a ricordarglielo ci sono gli avvisi che tutti noi abbiamo ben conosciuto in questi mesi, dentro e fuori dalle chiese (con le strisce giallonere che intimano di rispettare la distanza o i segnaposto tondi che indicano di mettersi lì).

A dire il vero, né Gesù né la Madonna o san Giuseppe hanno la mascherina e fortuna che nel presepe non si intravede nessuno con il blocchetto delle multe. Però il colpo a effetto è un altro: il Bambinello è adagiato su una mascherina vera. Il parroco spiega che dietro c’è un significato simbolico-teologico: «Gesù Cristo si fa persona collocandosi proprio dentro la nostra natura umana, e – afferma – in questo periodo di Covid eccolo che si stende dentro questa nostra vicenda così complicata. Lo fa per dire una cosa: condivido la vostra condizione».

Don Locatelli sottolinea l’impegno di un gruppo di parrocchiane («sono Maria, Michela, Paola e Chiara»): ha colto al volo una suggestione del sacerdote e l’ha tramutata in realtà. «Nel solco della tradizione, perché nel nostro presepe ci sono tutti gli elementi canonici, ma con un volo di fantasia, perché volevamo dire che Dio entra nella nostra storia ora e non in un passato lontanissimo. Al tempo stesso – aggiunge – è una fantasia così “realistica”: nel senso che la scena del presepe ha come quinte il disegno delle case del paese e l’ospedale di Cecina».

Il bue e l’asinello la protezione anti-Covid sul muso ce l’hanno, anche se nessun dei due animali rischia di trasmettere il virus alla Sacra Famiglia, anzi ci sono équipe di ricercatori veterinari che stanno studiando l’incredibile potere di canidi e bovini di fungere come una sorta di barriera protettiva contro il contagio.

D’altronde, a Marittimo la tradizione del presepe è un’arte: basti ricordare il presepe vivente a cura della Pro loco, che quest’anno però non potrà avere la formula di sempre per via del Covid.