L'area delle Valli Etrusche con un rischio di contagio basso, l'esperto: «Ecco i punti di forza»

Vito Conti (Servizio Igiene) spiega come opera lo staff nella Bassa Val di Cecina e in Val di Cornia: «Tracciamento ok e tanti tamponi»

CECINA. Una grande quantità di tamponi e una attività di tracciamento veloce e il più possibile dettagliata. Questa la “ricetta” che ha permesso all’area delle Valli Etrusche (Bassa Val di Cecina e Val di Cornia) di risultare, secondo uno studio dell’Ars (Agenzia regionale di sanità), la zona con il più basso indice di contagio da Covid in Toscana.

Due i parametri che l’Ars ha utilizzato per definire la mappa del rischio di contagio nelle varie zone-distretto della Toscana: l’incidenza settimanale di contagiati dal coronavirus rispetto alla totalità della popolazione e la variazione rispetto a un eventuale incremento del 50% dei casi sulla settimana precedente. Ecco, come Il Tirreno ha scritto tre giorni fa, secondo l’Ars, il territorio delle Valli Etrusche - da Rosignano a Piombino - è zona a rischio 0, vale a dire con una incidenza sotto i 200 casi ogni 100mila abitanti e variazione sotto il 50%. Le altre due aree a rischio basso risultano l’Elba e la zona amiatina-senese.

Un traguardo che ha molto a che vedere con l’attività dell’Unità operativa di Igiene delle Valli Etrusche, diretta dal dottor Alessandro Barbieri. A spiegare il modus operandi della squadra di sanitari che da marzo tracciano il contagio è il dottor Vito Conti, responsabile del Servizio Igiene per l’area della Bassa Val di Cecina. Che spiega di puntare tutto sulla celerità del tracciamento, «così da mettere al sicuro dal contagio intere fasce di popolazione».

Oltre 200 tamponi al giorno

Conti sottolinea che dall’inizio della pandemia, il servizio di Igiene della Bvc ha effettuato oltre 3.500 tamponi. «Adesso - spiega - vengono fatti duecento test al giorno in modalità drive through. È chiaro che fare molti tamponi permette di avere un buon tracciamento del contagio». Ecco che dall’avvio della seconda ondata, lo staff che fa capo a Conti si è allargato, visto che l’azienda sanitaria Usl Toscana nord-ovest ha dirottato sull’attività di tracciamento anche «cinque tecnici del settore della veterinaria e altri sette dell’ambito della medicina del lavoro». Negli ultimi giorni, in più, si sono aggiunti anche i medici scolastici, quelli previsti dalla Regione. «Sono quattro ogni giorno - dice Conti -; se c’è da seguire l’evolversi del contagio in una scuola prendono in carico quello, ma in più partecipano anche all’attività di tracciamento legata ai tamponi in drive through». In pratica, per dirla in parole povere, quella messa su da Conti e da una squadra di sanitari variegata nelle specializzazioni ma con un metodo di lavoro unitario, è una vera corsa contro il tempo. Con l’obbiettivo di tenere il più possibile sotto controllo il contagio.

Contagi tracciati entro un giorno

Il dottor Conti sottolinea che l’aspetto indispensabile per contenere i contagi è ricostruire velocemente la rete di contatti stretti di ogni cittadino che risulta positivo, così da evitare non solo che la persona malata possa contagiarne altre, ma anche che la rete di individui che ha frequentato faccia altrettanto. «Ci siamo dati una organizzazione serrata - spiega Conti -, sette giorni su sette, che dal momento in cui arriva il risultato del tampone permette di contattare la persona che risulta positiva, di sottoporla a quella che si chiama “inchiesta” per capire nel dettaglio dove è stata e che contatti ha avuto. In questo modo, in genere riusciamo a avviare l’isolamento per il malato e la quarantena per i contatti stretti in tempi davvero brevi».

E sono proprio la precisione del tracciamento e la velocità delle procedure di isolamento che secondo Conti stanno premiando la zona delle valli Etrusche, facendola valutare dall’Ars come zona a rischio molto basso. «Mettendo in isolamento i contatti dei positivi - termina Conti - in tempi molto brevi, di fatto ogni volta si mette al sicuro dal contagio una fascia della popolazione». 


 

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