L’ultimo saluto a Paolo Costantino chimico, scienziato e ricercatore

Una foto giovanile di Paolo Costantino

I suoi studi hanno contribuito alla realizzazione di un vaccino contro la meningite.  Ha vinto anche il Premio Cecina. “Ex aclista”, lo ricordano gli amici di gioventù

È morto ieri notte Paolo Costantino, scienziato, chimico e ricercatore cecinese. Aveva 65 anni. Con le sue ricerche aveva contribuito alla messa a punto di un vaccino per la meningite. Aveva ricevuto il Premio Città di Cecina, riservato ai cecinesi che si sono distinti nella professione. Lo ricordano gli amici di gioventù Dino Bartoli, Marco Fontanelli, Roberto Loglisci, Luigi Luperi e Antonio Valentini.

«Paolo non ce l’ha fatta. È morto ieri notte, al termine di una lunga malattia, circondato dall’affetto della moglie Giovanna e delle figlie Serena e Marta. Fino all’ultimo siamo stati in contatto nella nostra chat “Ex aclisti”, dove ci aggiornava quotidianamente sulla diffusione del Covid-19 in Toscana. Ci aveva detto della sua malattia, ne era consapevole. Noi minimizzavamo, scrivevamo di ogni cosa ma non di quella: scacchi, fotografia, situazione politica, scherzi e lazzi come fossimo ancora ragazzi. Fino a quando i suoi interventi si sono fatti più rarefatti. Ora il suo silenzio è un vuoto che ci angoscia.


Paolo era nostro amico fin dai tempi migliori, da quando eravamo giovani e spensierati. Vivevamo tutti a Cecina, non ci eravamo ancora sparpagliati per la Toscana e per il mondo, l’Acli di piazza Carducci era il nostro punto di ritrovo. Lo ricordiamo serio e studioso, disponibile e acuto. Era ironico e garbato, sapeva essere lieve eppure incisivo. Qualità confermate per il resto della sua vita, quando percorse una lunga strada professionale costellata di successi che gli valsero anche il Premio Cecina. Da chimico, infatti, ebbe modo di affermarsi nella ricerca internazionale sul vaccino contro la meningite al fianco del microbiologo Rino Rappuoli, scienziato apprezzato nel mondo.

Ma nonostante la lontananza, i decenni trascorsi e la fama raggiunta, per noi restava Paolino. L’abbiamo sempre chiamato così. Quando lo chiamavamo in questo modo affettuoso e scanzonato, lui sorrideva sotto ai RayBan da vista con la montatura nera, d’inverno infagottato nel montgomery e in estate vestito della sua immancabile Lacoste. E rispondeva con quella gentilezza mai venuta meno, nemmeno negli ultimi giorni.

Paolo era l’amico dalla forza calma. Ci mancherà. Mancherà non solo a quanti lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene, ma anche al mondo scientifico e della ricerca, dove ha lasciato un’impronta importante. Un abbraccio affettuoso alla moglie Giovanna, a Serena, a Marta, alla sorella Vincenza e a quanti sono colpiti dal dolore per la sua scomparsa». —

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