«La scuola non comunica con noi»: 131 genitori scrivono al provveditore

Le famiglie delle scuole Novaro: «Nessun confronto anche per un caso di Covid. Niente giardino né registro elettronico»

VADA. Lamentano la mancanza di uno spazio all’aperto a lato della scuola dove i loro figli possano trascorrere l’intervallo, carenza di personale Ata, ritardi nell’indizione e nella gestione delle elezioni dei rappresentanti di classe. Per non parlare della mancata attivazione del registro elettronico. In sintesi sottolineano «una grave mancanza di comunicazione tra scuola e famiglie». Anche riguardo ad un contagio da Covid che si è verificato all’interno delle Novaro a metà di ottobre.I genitori della scuola elementare Novaro di Vada, che fa capo all’istituto comprensivo Carducci-Fattori, hanno deciso di mettere nero su bianco la loro protesta, inviando una lettera all’Ufficio scolastico regionale e a quello provinciale. Una missiva, inviata anche alla dirigente Caterina Startari, a cui sono allegate 131 firme di mamme e babbi dei bambini iscritti alle Novaro.

Le famiglie spiegano che già da inizio anno scolastico hanno «provato a chiedere un intervento attraverso canali ufficiali ed il giorno 17 settembre è stata inviata tramite i nostri rappresentanti di classe una lettera via mail e con raccomandata con ricevuta di ritorno alla direttrice, ma ad oggi non abbiamo ancora avuto nessuna risposta esauriente». Dopo aver atteso oltre un mese, i genitori hanno deciso di mettere a conoscenza delle problematiche della scuola Novaro sia l’Ufficio scolastico provinciale che quello regionale.


«Siamo senza rappresentanti di classe - scrivono - e le elezioni sono state indette con notevole ritardo e con modalità di difficile attuazione da parte delle famiglie. Non abbiamo indicazioni di un’eventuale Dad, c’è carenza di personale Ata e non c’è riscontro della dirigenza in merito».

Quanto alla gestione della struttura, secondo i 131 genitori «i bambini non hanno un posto dove passare l’intervallo. I docenti hanno inviato alla dirigenza la richiesta di poter fruire del prato laterale ma anche loro non hanno avuto nessun riscontro». Le famiglie che parlano di «mancanza di indicazioni che crea confusione. Basti pensare al fatto che ai genitori dei bambini che per necessità devono uscire prima da scuola non vengono fatti firmare documenti di ritiro perché inesistenti. Altro fatto è avvenuto in occasione dello sciopero del 3 ottobre scorso: siamo venuti a conoscenza dello sciopero casualmente dal sito dell’istituto Carducci Fattori. Inizialmente la dirigente aveva scritto che avrebbe chiuso la scuola, salvo poi rettificare la comunicazione alle ore 18 del giorno precedente. Ci chiediamo perché nel nostro istituto comprensivo le comunicazioni siano arrivate così in ritardo». Secondo i genitori «la mancanza di comunicazione ufficiale e univoca mette in serie difficoltà noi genitori che temiamo anche per la sicurezza dei nostri bambini». Infine la gestione del caso di Covid. «Si è purtroppo verificato il caso di positività al Covid19 di un alunno. In data 13 ottobre la dirigente ha emesso una circolare con disposizione di quarantena per gli alunni della classe e per i docenti. La diffusione è stata fatta tramite whatsaspp anziché tramite un canale ufficiale tra scuola e famiglie, tant'è che alcuni genitori hanno appreso quanto disposto in netto ritardo. Alcuni genitori sono stati costretti a contattare personalmente i servizi Asl per informazioni sui tamponi, esiti e disposizioni per il rientro. Il rientro a scuola è avvenuto venerdì 23 ottobre solo a seguito di reiterate richieste da parte dei genitori di emissione di una circolare ufficiale che garantisse la legittimità della ripresa delle lezioni». Ecco che i 131 genitori chiedono maggior comunicazione dalla scuola alle famiglie. —


 

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