Piscina chiusa per tutti, istituzioni al lavoro per una soluzione: Anna e Lorenzo devono tornare a nuotare

A sinistra Anna e Lorenzo in vasca. A destra l'ingresso sbarrato dell'impianto comunale di via Aldo Moro

Dopo l’articolo del Tirreno il sindaco ha contattato la Società della Salute: «L'obiettivo è aprire l'impianto di via Moro per atleti e persone con disabilità» 

CECINA. Per Anna e Lorenzo un’ora in piscina è ossigeno. Perché per chi ha problemi motori o per chi è nello spettro dell’autismo nuotare «è un’attività in grado di offrire un aiuto indispensabile», come dice Giovanni Ferretti, presidente di Efesto, associazione che promuove iniziative motorie per ragazzi diversamente abili e che organizzava attività anche nella piscina di Cecina. Adesso l’impianto comunale è chiuso per decreto. Ma Alessandra Aliboni e Carolina Marrazzo, madri di Anna e Lorenzo, pochi giorni fa hanno lanciato l’allarme dalle colonne del Tirreno: «per i nostri bimbi nuotare è essenziale». E dopo aver letto l’articolo, il sindaco di Cecina ha deciso di intervenire. «Troveremo il modo di aprire la piscina per chi ha necessità», ha detto Samuele Lippi. Ma andiamo con ordine e riepiloghiamo tutto. Anna è una bambina di 11 anni con difficoltà motorie. Lorenzo, dieci anni, è nello spettro dell’autismo. Entrambi i bambini andavano in piscina una volta a settimana e, insieme ad una insegnante, trascorrevano in vasca un’oretta del loro tempo. «Dopo aver nuotato Anna si sentiva meglio - ha detto Aliboni - Poi in corsia rideva. Era felice. Ma adesso la piscina è chiusa. E lei dovrà fermarsi». Lorenzo, invece, «è un bambino iperattivo e il nuoto lo aiuta a rilassarsi - Ha raccontato Marrazzo - Per lui frequentare la piscina è un’attività essenziale».

Il Tirreno ha raccontato tutto questo sul giornale di martedì scorso e, dopo aver letto l’articolo, il sindaco di Cecina ha preso una decisione. «Stiamo studiando un modo per tenere aperta la piscina di via Aldo Moro - ha detto Samuele Lippi - Peraltro sono stato contattato anche dal prefetto di Livorno Paolo D’Attilio. Aveva letto l’articolo e mi ha chiesto che cosa avrei potuto fare per risolvere il problema». Ed ecco che come ha intenzione di agire il sindaco. «L’idea è quella di aprire la piscina comunale per far svolgere le attività ai bambini che hanno qualche difficoltà, oltre agli atleti che gareggiano per manifestazioni di interesse nazionale (a Cecina ce n’è uno ndr)». È chiaramente difficile pensare di mettere in funzione un impianto con elevati costi di gestione come una piscina solo per poche persone, perciò «pensiamo che la struttura potrebbe servire tutta la zona delle Valli Etrusche, per questo mi sono rivolto alla Società della Salute, così da capire quali sono le necessità del territorio e per poter agire di conseguenza». Tutto ciò coinvolgerà anche il gestore dell’impianto sportivo, la società Virtus Buonconvento. La volontà del Comune di Cecina, insomma, è quella di aprire i cancelli della struttura comunale di via Aldo Moro in prima possibile. Non per tutti, certo, solo per alcuni atleti e per chi ha una qualche disabilità. «Nel rispetto della normativa», dice Lippi.


«Per certe persone lo stop della piscina è una mancanza grossa - dice Ferretti - Chi è nello spettro dell’autismo, per esempio, dal nuoto trae grandi benefici». Ma non solo. Per chi ha serie difficoltà motorie la sedentarietà è molto dannosa, mentre il nuoto è uno spiraglio salutare. Così ha detto anche Alessandra Aliboni. «Abbiamo già passato il lockdown - ha raccontato - E ne siamo uscite con estrema fatica. Anna in casa ha sofferto tantissimo ed è peggiorata. L’estate l’ha aiutata e pian piano si è ripresa, ma adesso è di nuovo costretta a rinunciare alla piscina. Se dovrà fermarsi di nuovo non so come andrà...». Ecco perché quando ha visto i cancelli dell’impianto sbarrati per tutti lo stomaco le si è chiuso. Perché per sua figlia, come per altri bambini, un’ora in piscina è come ossigeno.

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