«Voglio donare leggerezza in questa fase difficile». Barista di Cecina regala 100 caffè al giorno

Marzio Porri nel suo locale di Cecina, il Dan Kafé

Un’operazione solidale, ma anche di promozione della sua attività penalizzata dall'ultimo decreto

CECINA. Da stamani Marzio Porri offrirà “una tazzina di spensieratezza” nel suo locale, il Dan Kafé a Cecina. In parole più concrete ha deciso di offrire il caffé gratis, a clienti e ai non clienti, nella fascia della prima mattina, dalle 7.30 alle 9. «Un espresso donato a tutti quelli che si presenteranno nel mio bar - spiega il commerciante - per iniziare la giornata nella maniera più lieta possibile in una situazione pesante con la nuova ondata di coronavirus».

Un’operazione solidale certamente, ma anche di promozione della sua attività che purtroppo concentra, o meglio concentrava, il “grosso” della sua attività proprio dopo le 18 con gli aperitivi (e andava avanti nella fascia serale, fino a mezzanotte).


Purtroppo con il nuovo decreto del presidente del consiglio Giuseppe Conte il bar dovrà abbandonare le sue ore “di punta”. E allora Marzio Porri, da dieci anni al timone dell’attività (dopo un passato da paracadutista nella Folgore) ha tirato fuori un’idea da una parte per riuscire a superare questo infausto periodo e, dall’altra, per tendere una mano ai suoi compaesani.

Tra l’altro il barista è attivo nel mondo del volontariato (gestisce l’associazione culturale Aruspicina) e ha organizzato con la prima emergenza un servizio di spesa per gli anziani.

In più crede nella funzione sociale del bar, come luogo di aggregazione a tal punto che ha deciso, fino dalla prima chiusura in primavera scorsa, di non fare servizio di asporto. «Il bar è un luogo di ritrovo - spiega il commerciante - e io cercherò di tenerlo aperto il più possibile. In questa ottica, venire al bar, prendere un caffé, commentare un risultato della partita del giorno prima può servire molto per iniziare la giornata in maniera migliore, più leggera» .

Ecco perché dunque ha deciso quest’omaggio e ha preferito il caffé( che potrà essere anche un macchiato o un orzo) la mattina a una promozione verso le 17 come aveva pensato all’inizio. Un piccolo investimento che lui stima si concretizzi in «un centinaio di caffé dati in omaggio in quella fascia oraria, circa un chilo di prodotto ». «A me cambierà poco - va avanti Porri - lavoro poco la mattina presto e soprattutto ora...» . E poi , aggiunge, « se saranno più di cento va bene lo stesso». In sostanza una ventina di euro, la spesa del chilo di caffé che però potrebbe avere un buon ritorno perché l’idea è a effetto, soprattutto in un paese. Un bel gesto nel centro del paese, in via Leonardo da Vinci. E Porri spiega ancora: «Ho pensato anche che in questo modo avrò meno probabilità di perdere il contatto con la gente. Quando abbiamo riaperto a maggio, l’aspetto più difficile è stato proprio questo, la perdita della relazione con il pubblico. Tutti i giorni, e in particolare la mattina perché questo è un orario particolare, mi raccontano una storia, semopre qualcosa di nuovo quando vengono a fare colazione. Poi il giorno dopo c’è l’aggiornamento. C’è uno scambio di idee, di cose belle, di ansie, di preoccupazioni. Alcuni hanno bisogno di sfogarsi, c’è chi parla della famiglia, o chi ha bisogno di condividere qualcosa, di commentare l’ultima notizia della mattina o l’articolo letto sul giornale. Abbiamo chi non ha voglia di parlare e dobbiamo rispettare anche queste persone. Perché poi, in definitiva, il bar lo fanno i clienti e l’importante è sentirsi uniti». «La mia paura - conclude Porri - è che i clienti si sentano in difficoltà ad accettare il mio gesto». —


 

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