Commercio e coronavirus, il Comune di Rosignano in aiuto di ristoratori e baristi: i contributi

Donati: «Già destinati 30mila euro, stiamo reperendo altre risorse. Fondi a chi ha maggiori diminuzioni nei fatturati»

Un bando per destinare contributi a quelle attività economiche - ristoranti e bar - che in considerazione dell’ultimo Dpcm del Governo devono chiudere alle 18 almeno fino al prossimo 24 novembre.

Una stretta stabilita con l’intento di contenere il numero dei contagi da Covid, che però rischia di mettere in ginocchio attività economiche già duramente provate dal lockdown della scorsa primavera.


Ecco che l’amministrazione si sta muovendo per prevedere un aiuto economico a queste imprese, con un nuovo bando per distribuire fondi a quelle attività costrette a ridurre l’orario di apertura. Imprese che di certo vedranno calare il numero di clienti e di conseguenza gli introiti. E che in molti casi, per contenere il danno economico, si vedranno costrette a ridurre il personale o comunque a diminuire l’orario dei dipendenti.

«Abbiamo già previsto - spiega il sindaco Daniele Donati - lo stanziamento di 30mila euro da destinare alle attività oggetto di questa nuova chiusura. Stiamo inoltre verificando il bilancio, per trovare ulteriori risorse. Penso sia possibile indirizzare su questa voce a fondi e contributi non dati per iniziative che, anche a causa dell’emergenza coronavirus, non sono state organizzate».

L’importo totale di questa seconda “manovra” di aiuti economici alle attività costrette alla chiusura anticipata deve essere quindi ancora definito. Ma Donati assicura che la somma sarà ripartita nei prossimi mesi, chiaramente sulla base di un bando che è in fase di preparazione.

«Non appena avremo definito la cifra da poter distribuite -spiega il sindaco - sarà preparato il bando, in maniera che le attività economiche possano fare richiesta dei contributi».

Un bando che arriva dopo quello da 30mila euro tota che è in fase di distribuzione a 120 aziende (ne parliamo nell’articolo sotto la foto, ndr).

«Il primo avviso - dice Donati - da 30mila euro era soprattutto come fondo di ristoro per le spese di sanificazione che hanno dovuto affrontare le attività che sono state costrette a chiudere la scorsa primavera». Infatti l’unico requisito richiesto per fare domanda era avere una attività rimasta chiusa almeno un mese, e poi venivano valutati i giorni di chiusura oltre il mese.

«Vorremmo che questo secondo bando - termina Donati - avesse caratteristiche diverse. Credo che, per stilare la graduatoria sulla base della quale indirizzare i fondi, potremmo valutare la differenza di fatturato che le attività economiche richiedenti hanno registrato rispetto ad esempio all’anno passato».

L’intenzione de Comune è quella di aprire a partecipazione a questa seconda tranche di aiuti economici a tute le attività che, nell’arco del 2020, «sono state sottoposte a lockdown o hanno avuto qualche tipo di chiusura. Poi la valutazione per indirizzare i fondi sarà fata sulla base del fatturato». —


 

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