Attesa a caccia d’ombra nell’aiuola dell’ospedale o all’ingresso ambulanze

Fabio Nannini, Roberto Cristiani, Silvia Faini, Giuseppe Martino, Davide Guarducci e Silvia Rossi

Fuori dal pronto soccorso ancora poche panchine e tanto sole cocente. Chi aspetta: «Capiamo la situazione e ci adattiamo, ma servirebbero più ripari» 

Che sia pioggia, vento o, come in questo caso, molto caldo, i familiari dei pazienti e gli stessi pazienti in attesa del proprio turno al pronto soccorso devono aspettare fuori: è la regola dettata dal coronavirus.

C’è chi sceglie le panchine che si trovano sotto i cipressi e chi prende posto in una delle quattro sedute sistemate sotto il nuovo gazebo. Ma la maggior parte delle persone decide di rimanere davanti alla porta, dove ieri mattina c’era ombra. Anche perché il nuovo gazebo di refrigerio ne offre davvero poco, come ha già denunciato il sindaco di Samuele Lippi , che lo considera una soluzione indegna per l’ospedale di Cecina.


Le persone in attesa, comunque, pur manifestando qualche disagio, dicono di comprendere la necessità di rimanere all’esterno. Ma andiamo con ordine e vediamo com’era la situazione al pronto soccorso ieri mattina.

Vietato l’ingresso

Iniziamo col ricordare che da quando è iniziata l’emergenza coronavirus il triage vecchio stampo non esiste più. E adesso i parenti dei pazienti devono aspettare i propri familiari fuori dall’ospedale. Per questo di recente è stato installato un gazebo costituito da un tendone sorretto da quattro pali. Inizialmente privo di sedie, adesso ospita quattro sedute che dovrebbero essere provvisorie.

Gazebo piccolo

Ma lo spazio è poco «e comunque lì sotto fa più caldo che sulle panchine al sole», dice Davide Guarducci. Nella panchina vicina a quella su cui siede Davide ci sono Dario e Silvia Rossi, che attendono la loro familiare. «Non è molto che aspettiamo - dicono - d’altra parte se lo spazio è questo dobbiamo adattarci». Anche perché, sottolinea Fabio Nannini, «visto quello che abbiamo passato non credo ci sia da colpevolizzare nessuno».

A caccia dell’ombra

Rimane il fatto che aspettare il proprio turno sotto il sole cocente di agosto o nel perimetro di qualche sparuto fazzoletto d’ombra non è proprio il massimo. Ecco perché la maggior parte degli utenti decide di utilizzare l’area che si trova di fronte alla porta d’ingresso del pronto soccorso. «Avrei preferito aspettare altrove, ma questo è l’unico posto dove c’è ombra», dice Giuseppe Martino. Quasi tutti aspettano in piedi.

Ingresso ambulanze

«Spostatevi da lì, è pericoloso», dice l’uomo alla guida dell’ambulanza in procinto di raggiungere il pronto soccorso. Perché accanto alla porta di quello che un tempo era il triage c’è l’ingresso dedicato alle ambulanze. E quando i veicoli arrivano, spesso si trovano di fronte i pazienti in attesa. «Ogni tanto il personale sull’ambulanza dice alla gente di spostarsi», sottolinea Roberto Cristiani. «Poi potrebbero sistemare un distributore d’acqua perché è veramente caldissimo - dice Silvia Faini - Ma il personale è molto gentile».

La strada per il parcheggio

E se di fronte all’ingresso del pronto soccorso c’è la rampa per le ambulanze, il gazebo, da parte sua, affaccia sulla strada che conduce agli stalli di sosta. Perciò chi decide di attendere all’ombra degli alberi e seduto sul gradino deve far attenzione alle auto in transito. «È vergognoso che all’ospedale di Cecina sia stato riservato questo trattamento - ha detto il sindaco Lippi - A Massa c’è una struttura con l’aria condizionata, mentre noi abbiamo un gazebo minuscolo. Per Cecina chiedo di più». Al momento la situazione è quella che si vede in foto: due panchine di fronte alla strada e uno spicchio d’ombra in un perimetro limitato. I cittadini tentano di adattarsi: «capiamo perché dobbiamo aspettare fuori», ma le condizioni dell’attesa non sono certo le migliori. —