Il capo di Conad Italia: «Ecco quando apriremo lo store di Palazzi». Previste 100 assunzioni, le selezioni in autunno

Valter Geri, davanti alla Conad di Vallescaja

Valter Geri, da poco nominato alla guida di Conad Italia, raccoglie la sfida post Covid: «Abbiamo bisogno di fiducia. La stagione turistica è in crisi, ma noi abbiamo assunto lo stesso numero di stagionali con contratti part-time»

CECINA. «Ora ci sarebbe bisogno di una bella iniezione di fiducia, per superare la paura del Covid e riprendere una vita normale». Valter Geri, 56 anni, cecinese del Palazzaccio (tiene a dire che è “del fio in giù”) esordisce così nella sua prima intervista, rilasciata a Il Tirreno, dopo la nomina a presidente nazionale Conad.

La promozione è fresca fresca - l’assemblea dei soci si è riunita a fine giugno a Bologna - ma le sue abitudini non sono cambiate. A parte gli spostamenti, che ne hanno ridotto la presenza a Cecina, la mattina presto arriva in Conad, alla Vallescaja, e si fionda nel suo ufficio dietro i magazzini. Dove ci aspetta, il badge arancione attaccato alla camicia che sotto al nome recita: “Come posso aiutarti?”, mentre legge i report degli incassi. La notte invece risponde alle recensioni su google my business. E non arretra sui suoi progetti.


Il Covid farà slittare l’apertura del nuovo megastore di Palazzi?

«Non è un bel momento, siamo stati fermi 3 mesi coi cantieri, ma ora siamo ripartiti a pieno ritmo e a Pasqua 2021 contiamo di aprire. Ho posticipato le selezioni per le assunzioni, consideri che abbiamo ricevuto 1500 curriculum. Dovevano avvenire a primavera ma le faremo in autunno».

Conferma il numero delle assunzioni?

«Sì, conto di assumere un centinaio di persone, più teste possibili aumentando i contratti part-time».

Lei è davvero il prototipo Conad della pubblicità? Quello che si alza la notte pensando ai clienti... E trova anche il tempo per rispondere alle recensioni on line?

«Questa è la nostra e la mia filosofia: il cliente al centro. Con i suoi bisogni, le sue esigenze. È marketing, ma anche una scelta etica. Rispondo di notte alle recensioni perché è importante relazionarsi coi clienti. Io poi sono malato di relazione! Se Conad dal 2019 è diventata leader nazionale sul mercato e a parità di rete tiene, lo deve alla sua struttura non piramidale, con quasi 2.300 soci, oltre tremila punti vendita e 2 milioni di metri quadrati di superficie di vendita, che presidiano tutti i territori».

Come ha affrontato l’emergenza Covid? E come affronta il post emergenza?

«L’emergenza l’abbiamo affrontata adeguandoci subito ai nuovi bisogni: con i presidi di sicurezza, le consegne a domicilio, la collaborazione, che continuiamo, con le associazioni di volontariato; allungando gli orari dei negozi per evitare assembramenti, con le donazioni e i progetti di solidarietà “Unisciti a noi”: abbiamo raccolto 3 milioni per l’Istituto Spallanzani, 92mila euro li abbiamo donati all’ospedale di Livorno.

«Adesso la situazione economica è in bilico, perché c’è sempre paura. L’ultima settimana c’è stato un 25% di calo delle presenze a Vallescaja, non del fatturato ma delle opportunità di acquisto, perché la gente continua a fare la spesa come durante la quarantena, meno spesso, è cambiata proprio la metodologia di acquisto e sono cresciuti i negozi di prossimità».

E come è cambiata la vostra offerta?

«Abbiamo puntato molto sulla filiera corta, per venire incontro ai fornitori. E per ragioni di sicurezza anche il prodotto locale fresco viene confezionato. È una sperimentazione importante. Poi abbiamo allargato le offerte di prodotti a marchio nostro, “bassi e fissi, ma di qualità, perché è calata la potenzialità di acquisto».

Ci sono meno soldi e meno presenze turistiche: questo ha ridotto anche le assunzioni da parte vostra degli stagionali?

«Abbiamo fatto le assunzioni da luglio, ma abbiamo mantenuto gli stessi numeri, con contratti part-time. Quello che spaventa sono le previsioni di autunno: -12% sul Pil nazionale. Da noi la logica è semplice: la stagione estiva è a rischio perché mancano le presenze, a primavera è mancato il turismo straniero, tedeschi e olandesi. Dobbiamo puntare sul superamento della paura, sulla tranquillità mentale e sull’economia, che vuol dire posti di lavoro e non assistenza».

Parliamo di lei: una bella soddisfazione arrivare alla presidenza nazionale di Conad, dopo la presidenza di Conad Nord Ovest. Ed è il primo toscano ai vertici del consorzio.

«Sì, è una soddisfazione personale e professionale. Sono stato fortunato ad essere al posto giusto nel momento giusto, ma soprattutto a frequentare persone migliori di me. È un augurio che faccio sempre: di incontrare e frequentare almeno 5 persone migliori di te... Io ho fatto tutti i passaggi in Conad: ho iniziato come dipendente, e diventare prima presidente del Consorzio Nord Ovest, poi nazionale, l’unico toscano perché finora erano tutti emiliani e romagnoli e l’ultimo romano, è una cosa bella. Nella mia carriera ho cercato di non ferire nessuno, rispettando sempre i valori etici in cui credo, l’empatia, l’ascolto, l’altruismo».

Lei ha fatto la gavetta completa in Conad?

«Sì, ho iniziato con un contratto di fomazione lavoro dopo il diploma di ragioniere al Cattaneo nell’86. Mi selezionarono per il primo ipermercato che aprì a Cecina nell’88, in via II Giugno, con gli Esercenti associati cecinesi. Feci un corso di 6 mesi a Bologna per diventare caponegozio. All’epoca c’erano i punti vendita in viale Galliano, via Gilching e piazza Carducci. Nel ’98 ci fu la fusione con Conad del Tirreno e aprì Vallescaja. Io ero a Piombino e Donoratico come caponegozio.

«Nel 2001, grazie a Baldi (l’Ad di Conad, ndr) che coinvolse i capinegozio in un progetto imprenditoriale, ho aperto una newco e il primo di novembre sono diventato imprenditore rilevando il negozio di Donoratico. Il fatturato è molto aumentato passando da 15 a 75 dipendenti, nel 2003 ho rilevato il negozio di via Gilching a Marina, mi diverto a gestire negozi... E nel 2012 è arrivato il progetto, che ho seguito da zero, per il nuovo Conad di Donoratico e il distributore di benzina. Nello stesso anno l’incarico alla guida di Conad Nord Ovest. Nel 2017 ho rilevato Vallescaja e abbiamo fatto il progetto per il nuovo store di Palazzi. Una soddisfazione, perché abbiamo creato valore alla comunità».

Come cambia il suo lavoro con questo incarico?

«Questo è un incarico di rappresentanza, ho già visitato diverse sedi, una a Olbia, la prima aperta ex Auchan. In pochi giorni ho fatto otto tappe: dalla Sardegna, all’Emilia al Lazio, dal Piemonte alla Liguria e Toscana. Mi rimane meno tempo per gestire i negozi, che è una cosa che mi diverte. Ma è un’esperienza importante, oltretutto in una fase difficile e di cambiamento. Che affronterò secondo i miei valori, gli stessi di Conad: la cultura della relazione, il senso di comunità, la gestione dei microterritori, è questo il plus».—