Strage di Guardistallo: omaggio ai 63 martiri

La cerimonia di commemorazione dell'eccidio di Guardistallo, il 29 giugno 2020 (Foto Michele Falorni)

L’Associazione nazionale vittime civili ha consegnato due medaglie d’oro: al gonfalone del Comune e al gonfalone del Comitato cittadino delle vittime

GUARDISTALLO. Le 63 vittime sono ancora vive nel cuore e nella memoria della comunità di Guardistallo. Nonostante che i superstiti di allora, per ragioni anagrafiche stiano scomparendo. Il 29 giugno del 1944 il borgo pisano fu teatro di un eccidio tra i più dolorosi commessi dall’esercito tedesco in ritirata. Non a caso Guardistallo ha un’amicizia storica con Sant’Anna di Stazzema, luogo simbolo dell’orrore. Un crimine contro civili e partigiani, uccisi dai soldati della quarta compagnia della 19ª divisione da campo della Luftwaffe.

Un eccidio per certi versi “dimenticato” - Guardistallo, nonostante l’entità dei morti, non ha mai ricevuto la medaglia d’oro, ma di bronzo, e solo 50 anni dopo - eppure è stato citato come prova di colpevolezza nel proc - che pure è stato citato come prova di colpevolezza nel processo di Norimberga a carico dei generali nazisti. Perché è dall’eccidio della Bucaccia (dove avvenne lo sterminio) che il professor Paolo Pezzino, docente di Storia dell’Università di Pisa, in un celebre saggio degli anni ’90 rieditato nel 2007, “Anatomia di un massacro. Controversia su una strage tedesca” (edizioni Il Mulino) poté ricostruire l’architettura delle stragi naziste. Non rappresaglie, come erano state classificate contro azioni di resistenza, ma tappe di una pianificazione di guerra. Durante la ritirata, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’esercito tedesco aveva ricevuto l’ordine da Berlino di seminare il terrore. Con stragi e uccisioni sistematiche di civili. Ma lo storico indaga anche sul sentiment del paese, dilaniato tra chi accusava i partigiani di aver innescato la rappresaglia, e chi - in loro difesa - sosteneva che lo scontro fu assolutamente casuale, e che le forze tedesche erano nettamente superiori.

29 giugno 1944: un gruppo di partigiani si scontra con una pattuglia di tedeschi. Una cinquantina di civili, oltre a molti partigiani, vengono passati per le armi. Ma già dieci giorni prima dello scontro e del massacro, i tedeschi avevano circondato il paese piazzando mitragliatrici alle vie principali. E alcuni soldati avevano perquisito e saccheggiato case. «La risposta - si legge nel libro dello storico - a tale domanda di verità è nell’analisi dei fatti, e si chiude su una sentenza. Nel delineare il contesto storico nel quale collocare gli avvenimenti, questa ricerca rigorosa affronta anche lo spinoso tema delle responsabilità individuali, per poi interrogarsi sul significato delle contrastanti memorie di quel periodo».


Ieri, 29 giugno 2020, 76 anni dopo il massacro, durante la commemorazione, un omaggio importante alle 63 vittime. L’Associazione nazionale vittime civili di guerra (Anvcg) ha consegnato due medaglie d’oro: una al gonfalone del Comune, a comprendere l’intera comunità ferita, la seconda al gonfalone del Comitato dei martiri dell’eccidio.

«Per noi, per la nostra comunità - dice il sindaco Sandro Ceccarelli - è un momento importante. Perché la storia del nostro paese è legata per sempre e lacerata da questo orribile delitto. Quando, nel 2016, abbiamo dato vita al comitato per i martiri, lo abbiamo fatto per superare le divisioni e creare una memoria collettiva condivisa. Non è facile ma anche stamani (ieri, per chi legge, ndr) alla deposizione della corona alla Bucaccia c’erano due famiglie in più. L’altro motivo che ci anima è di ottenere giustizia per la memoria dei martiri: per questo abbiamo chiesto, e continuiamo a farlo, l’assegnazione della medaglia d’oro al valore civile per il comune di Guardistallo». Nel 2014 l’amministrazione Ceccarelli avviò la richiesta ufficiale, rivolta alla Regione e al Parlamento, per ottenere la medaglia d’oro. Nel 2017 la proposta fu approvata dal Consiglio regionale della Toscana “per la strage fascista contro civili e partigiani del giugno 1944“, prima firmataria la consigliera del Partito democratico Alessandra Nardini. Il Comune di Guardistallo ha ricevuto la medaglia di bronzo al valore militare e al merito civile nel 1996 e 1997 “come centro della Resistenza e come teatro di violenti rappresaglie naziste”.

Alle celebrazioni, ieri pomeriggio, oltre ai sindaci dei comuni collinari e della zona, e i rappresentanti di Anpi Pisa (Bruno Possenti) e Anvcg Toscana Aurelio Frulli, che ha consegnato le medaglie, anche il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. Il quale ha ricordato il valore della memoria, confermando la volontà di ristabilire giustizia per le vittime dell’eccidio guardistallino. —

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