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Spiagge Bianche con gli steward e solo su prenotazione: ecco come sarà l'estate

Un tratto delle Spiagge Bianche nella foto di Michele Falorni

Meno posti per le auto e chi non parcheggia non potrà accedere al mare. Il sindaco Daniele Donati spiega le idee in ballo per garantire sicurezza ai bagnanti

ROSIGNANO. Il rumore del vento. E la luce accecante del sole che si riflette sui granelli bianchissimi di sabbia. Senza occhiali scuri non si può stare. L’aria è davvero troppo chiara per poterne sostenere lo sguardo. E non importa se il respiro appanna le lenti: oramai, purtroppo, fa parte di noi. Eccola, la melodia delle onde che si infrangono sulla riva. E il risuonare dei gabbiani, ora come non mai signori incontrastati degli spazi aperti. Non è solo il silenzio della natura, è la voce inconfondibile del mare. Per chi ci è cresciuto vicino, l’unica dove trovare le proprie risposte. Provate a chiudere gli occhi. Immaginate di essere lì, adesso. A passeggiare su una sabbia albina che non è mai stata così scarna di orme.

Spiagge bianche, il sindaco di Rosignano: "Ecco come ci prepariamo all'estate"

Le Spiagge Bianche sono bianche per un motivo e dietro non c’è solo la mano della natura. Ma adesso a fare da padrona è la loro bellezza solitaria. Il Tirreno, qualche giorno fa, ha viaggiato sulla costa per offrirvi le immagini inestimabili di un litorale deserto che, pian piano, si prepara a guardare avanti. Parcheggi e sentieri spettrali. Mare solingo. Il coronavirus ha svuotato tutto. Ma non per sempre. E per questi luoghi ci sono dei progetti. Dove pianteremo l’ombrellone durante un’estate ormai prossima e mai così incerta? Come funzioneranno i parcheggi? E il punto azzurro? Chi controllerà che sia mantenuta la famosa distanza di sicurezza? A dare queste risposte è il sindaco di Rosignano, Daniele Donati, che ha accompagnato Il Tirreno durante il viaggio lungo le Spiagge Bianche, dal Galafone al Lillatro.

Le Spiagge Bianche, deserte, al Galafone (foto Falorni/Silvi)

Ingressi alla spiaggia libera limitati: tre scenari tra numero di stalli, tariffe e prenotazioni

Col sole alto e l’aria calda di una mattinata di primavera, osservare la spiaggia totalmente vuota fa una certa impressione. Soprattutto perché alla mente tornano subito le immagini tipiche di questo periodo dell’anno e, ancor più, dell’estate. Quando i viali d’accesso sono un formicaio di persone, gli ombrelloni spuntano numerosi tra le dune e non c’è verso di trovare un posto per l’auto nemmeno a pagarlo oro. Scordatevi tutto questo. Almeno nel breve periodo. Perché l’ipotesi principe è quella di limitare gli ingressi alle spiagge libere. Come? Lo spiega il sindaco. «Dovremo far leva sul fatto che molti accessi alle spiagge sono legati ai parcheggi a pagamento. Stiamo valutando se prevedere una diversa tariffazione per favorire o sconsigliare alcuni momenti».

Il parcheggio vuoto al Galafone (foto Falorni/Silvi)

Ciò significa prevedere costi diversi a seconda dei giorni o degli orari. «Anche perché, visti i maggior servizi, dovremo trovare fonti di finanziamento aggiuntive. Ma per adesso si tratta di ipotesi». Certamente, comunque, serve personale addetto ai controlli. «Penso ai volontari delle associazioni o a cooperative per sorvegliare gli accessi e certamente ci sarà bisogno di maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine anche sulla battigia». E una cosa è chiara. «Sicuramente dovremo far leva sui parcheggi. Perché non possiamo consentire il massimo della capienza: né all’interno delle zone di sosta, né sulla spiaggia. Potremmo anche mettere in campo app o strumenti simili per programmare il numero di presenze».

Fosso bianco (foto Falorni/Silvi)

In pratica potrebbe funzionare così: i posti nelle aree di sosta saranno meno rispetto a quelli attuali e solo chi troverà parcheggio potrà andare in spiaggia, dove sarà indirizzato nel “suo” spazio dal personale addetto ai controlli. È possibile che per agevolare il tutto i bagnanti siano messi in condizione di prenotare il posto prima, così da evitare viaggi a vuoto.

La spiaggia del Lillatro (foto Falorni/Silvi)

Ampliare il punto azzurro
Ci sarà, come sempre, anche la possibilità di prendere un ombrellone al punto azzurro gestito dalla cooperativa Nuovo Futuro. Anche perché è probabile che sia potenziato. «Potremmo ampliare la sua area di influenza – dice il sindaco - per garantire un controllo più ampio, anche da parte degli operatori che lavorano lì». È chiaro che al momento non è possibile dire con certezza dove potranno essere piantati gli ombrelloni e quale dovrà essere l’esatta distanza tra loro. «Dobbiamo attendere i protocolli sanitari – spiega il sindaco Donati - che ci indicheranno le misure di distanziamento da mettere in campo e il percorso da seguire per la sanificazione degli spazi». Ma intanto si fanno progetti per affrontare un'estate che sarà diversa da tutte le altre.