Coronavirus, Scapigliato ha consegnato ai Comuni le prime 7mila mascherine

La società di Rosignano ha in carico complessivamente 14mila protezioni, tutte realizzate da aziende del territorio “riconvertite”

ROSIGNANO. Scapigliato ha consegnato le prime 7.000 mascherine per la protezione dal virus, su un totale di 14.000 ordinate, acquistate da aziende del territorio che hanno riconvertito la loro produzione tessile a favore della produzione di mascherine.

Consegne in 9 comuni

Venerdì sono state consegnate ai comuni di Rosignano, Castellina, Santa Luce, Guardistallo, Montescudaio, Casale, Collesalvetti e Lorenzana e domani, lunedì, saranno consegnate al comune di Riparbella e ancora al comune di Rosignano, fatta eccezione per il comune di Orciano e Cecina che avevano già provveduto autonomamente. Nel corso della prossima settimana saranno consegnate le altre. Le mascherine ordinate e consegnate da Scapigliato sono di due tipi: una, ad 8 veli maggiormente protettiva, e una più tradizionale, a 4 veli, con caratteristiche analoghe alle mascherine chirurgiche.

Sanificazione delle strade
Parallelamente, nell’ambito delle iniziative organizzate per contenere il contagio da coronavirus, la società che gestisce la discarica sta garantendo ai comuni della Val Di Fine, sprovvisti del servizio e specificatamente Santa Luce e Castellina, le attività di sanificazione delle aree pubbliche.

Accordo sindacale
Novità anche in ambito sindacale. Nel quadro delle iniziative assunte da Scapigliato per garantire la tutela economica dei lavoratori, nella giornata di ieri si è tenuto un confronto con le organizzazioni sindacali aziendali e territoriali per definire un accordo, spiega l’azienda, «teso a richiedere l’erogazione del fondo integrativo salariale garantito da Inps a tutela della copertura dell’80% dello stipendio tabellare mensile a cui, in forza dell’accordo specifico, ci siamo impegnati ad aggiungere l’ulteriore 20 per cento».

Protezione dei dipendenti
La società ricorda che a tutela dei lavoratori, rispetto ai circa 100 dipendenti in organico, «oltre il 25 per cento svolge attività da casa con collegamento al server aziendale in modalità smart working, un ulteriore 30 per cento è in sevizio per garantire le attività operative necessarie al mantenimento dei servizi essenziali svolti dalla società» (conferimento dei rifiuti indifferenziati all’impianto di selezione e dei rifiuti speciali In discarica, e di carta e multimateriale all’impianto di recupero di Cecina). Il restante personale è a casa.

Servizi interrotti
L’azienda ricorda che i servizi che sono stati momentaneamente interrotti sono la manutenzione del verde pubblico (una parte del personale addetto è stato impiegato nelle attività di sanificazione del territorio) e il ritiro e la lavorazione di ingombranti presso l’impianto recupero di Cecina. Con tali misure la società ha ritenuto di poter garantire i servizi essenziali e salvaguardato la salute dei lavoratori.

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