Addio a  Gertrud Schneider, una vita per la cultura

Rosignano. Presidente dell’Istituto italo-tedesco di Livorno, negli anni ha anche organizzato eventi musicali e teatrali

ROSIGNANO. Circondata dall’affetto dei figli e del marito Mauro Doveri, per tanti anni medico psichiatra all’ospedale di Piombino, è morta ieri Gertrud Schneider. Una donna poliedrica, nata in un piccolo paese vicino a Coblenza nell’allora Germania dell’Ovest, e arrivata in Italia a metà degli anni ’70. Insegnante di tedesco, alta, lunghi capelli neri, occhi sorridenti, umanamente disponibile, Gertrud Schneider non passava inosservata. In pochi anni ha fondato, per poi diventarne presidente, il Goethe Institut, l’Istituto culturale italo-tedesco di Livorno. Ma la Schneider ha rivestito anche il ruolo di presidente della Confederazione nazionale dei Centri di cultura italo-tedesca in Italia, dedicando molta parte propria vita alla divulgazione della lingua e della cultura germanica. Tra le iniziative più importanti, come presidente dell’Icit, l’organizzazione della mostra del pittore tedesco dell’800 Anselm Feuerbach.

L’esposizione, avvenuta nel 2000, venne organizzata a Villa Mimbelli a Livorno. Una mostra che permise il primo incontro a Livorno, dopo la seconda guerra mondiale, tra la comunità ebraica della città e l’ambasciatore tedesco. Per questo incontro storico Getrud Schneider ottenne dalla Presidenza Federale tedesca la Croce al merito per motivi culturali, uno dei più alti riconoscimenti. Tante le iniziative messe in campo negli anni, come quelle al castello della Gherardesca a Castagneto Carducci in collaborazione con Carlo Rotelli: concerti durante i quali veniva riproposta musica classica di Mozart o di Brahms applicata alla poesia classica italiana con protagonisti quali il mezzo soprano Ingrid Bartz. Ma anche musica religiosa. Indimenticabili i concerti di Natale organizzati nella chiesa di Portovecchio a Castiglioncello. Anche in questo caso musica classica e musica natalizia, alberi di Natale e candele accese, nello stile tedesco più tradizionale. Ma anche spettacoli con Milva a Livorno con brani di Bertold Brecht. E partecipazioni a varie iniziative come quelle dedicate al Giorno della Memoria organizzate al Centro Donna di Livorno. Una vita dedicata ala pacificazione tra le due Nazioni, attraverso la cultura. Gertrud Scheider era anche molto altro: un punto di riferimento forte per la famiglia, per i figli Lisa e Giorgio e per il marito Mauro.

Per gli amici una donna dalla squisita gentilezza, sempre pronta al sorriso, all’accoglienza, di una grande disponibilità umana. Credeva nell’ambiente ed è stata una delle prime, assieme al marito, ad infondere la cultura ecologista, già all’avanguardia in Germania, nel territorio comunale. Un affettuoso ricordo arriva da Pardo Fornaciari, cantautore e intellettuale livornese. «Gertrud era l’anima del Goethe Institut di Livorno - racconta - che ha sede accanto alla Chiesa valdese, in via Verdi. Con lei ero legato da amicizia e profonda stima reciproca: grazie a Gertrud ho imparato il tedesco e ho scoperto la Germania antinazista, dei perseguitati, socialisti repressi dal nazismo e sconfitti nella guerra civile del ’32, come la sua famiglia, che mi hanno riconciliato con una Germania progressiva, intellettuale e artistica».

Pardo Fornaciari ricorda anche la sua attività di organizzatrice di mostre e concerti, e il suo grande amore per la cultura. «Mi ha insegnato la canzone Alla lotta, per Roxa Luxenberg e Karl Liebknecht, che è diventata la suoneria del mio telefono. Gertrud s'illuminava quando la cantava, ricordando i cortei studenteschi del '68».

 

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