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Via libera al monastero buddista: l'obiettivo è realizzare il più grosso centro d’Europa

Si sblocca l’iter per il progetto dell’Istituto di Pomaia: variante ok da Comune e Regione Toscana

SANTA LUCE. Via libera al monastero buddista sulle colline di Pomaia. È stato approvato l’accordo di pianificazione tra Comune di Santa Luce, Provincia di Pisa e Regione Toscana finalizzato all’inserimento del monastero nell’area dell’ex cava di Poggio alla Penna. L’accordo è stato sottoscritto dalla sindaca Giamila Carli, dal presidente della Provincia Massimiliano Angori e dall’assessore regionale alle Infrastrutture Vincenzo Ceccarelli. È stata ridefinita l’area all’interno del Prae (il piano regionale cave) inserita con una variante nel piano regolatore del Comune.

L’iter è arrivato a conclusione alla fine del 2019, undici anni dopo la presentazione del progetto dell’Istituto Lama Tzong Khapa, messo a punto attraverso una fondazione. Era il febbraio 2008 quando si è cominciato a parlare di un monastero buddista da affiancare all’Istituto di Pomaia, nato nel 1977 e diventato uno dei primi centri europei di riferimento per il buddismo tibetano. Il monastero, che dovrebbe nascere al posto di una vecchia cava di gabbriccio, sarebbe il primo monastero buddista di rito tibetano in Italia. E il più grande d’Europa. Un’opera importante, che la comunità religiosa vuole realizzare da anni, anche su input di Lama Ghesce Ciampa Ghiatso, il lama residente che ha guidato a lungo l’istituto (è morto nel 2007), per creare in occidente un centro per la preghiera, l’approfondimento di temi religiosi e della lingua tibetana, composto da un ampio parco di meditazione e da due monasteri, uno per i monaci e uno per le monache. Intorno un complesso residenziale per gli allievi e gli ospiti. Nel 2008 si ipotizzava una spesa complessiva sui 14 milioni di euro. Il progetto fu presentato pubblicamente da Massimo Stordi, rappresentante legale della Sangha onlus, l’associazione creata appositamente per raccogliere fondi finalizzati alla costruzione del monastero. La presentazione avvenne in contemporanea con la visita a Pomaia del Dalai Lama, nel 2014, che benedisse il terreno sui cui dovrebbe sorgere il monastero.


Il progetto fu firmato dallo studio dell'architetto Gino Zavanella (progettista dello Juventus Stadium a Torino). Sempre nel 2008 l’istituto acquistò i terreni su cui realizzare il centro, sulle colline tra Pastina e Santa Luce. Un iter travagliato, rimasto bloccato nelle pastoie dell’amministrazione guidata da Andrea Marini alle prese con il rinnovo del regolamento urbanistico, e su cui nel 2016 si è giocata anche una guerra preelettorale all’interno della coalizione Pd che ha portato all’elezione di Giamila Carli a sindaco. Adesso tocca all’Istituto presentare il progetto definitivo.