Report nella trasmissione sulla Solvay ha omesso le azioni migliorative per l’ambiente

La trasmissione Report sulla Solvay, e in particolare su Rosignano, non ha aggiunto sostanzialmente niente a quello che già sapevamo. Semmai ha omesso interventi fatti, azioni di miglioramento ambientale concordati e attuati con le istituzioni locali e centrali, riduzione degli impatti, sorveglianze sanitarie attivate. Mettere insieme scarichi a mare, amianto, consumi di acqua, denunce anonime che non si sa perché non rivolte alle autorità competenti, ha creato un calderone sicuramente di impatto mediatico, ma giornalisticamente insufficiente.

Solvay con tutto il suo parco industriale presente da oltre 100 anni, ha costruito il nucleo storico della frazione di Rosignano Solvay in quanto quando è arrivata lì c’erano solo campi, ha prodotto innegabilmente un impatto forte sul territorio, anche dal punto di vista ambientale. Nel tempo, però, si sono attivati gruppi di cittadini, associazioni, sindacati e istituzioni che, di pari passo con lo sviluppo scientifico e tecnologico e una crescente sensibilità ambientalista, recepita anche a livello normativo, hanno avviato un confronto, a volte anche duro, con l’azienda per diminuire tali impatti. La chiusura della discarica del Lillatro negli anni’80, l’accordo di programma del 2003 tra Ministero dell’Ambiente-Regione-Comne-Azienda per l’eliminazione dalla produzione del mercurio e la sensibile riduzione dei consumi di acqua di falda, le prescrizioni Aia in termini di controlli sulle diverse emissioni, fino all’attivazione, più di recente, di risorse aziendali per migliorare l’approvvigionamento idrico tra Alta e Bassa Val di Cecina, a fronte di previste risorse pubbliche non attivate, fino agli interventi per ridurre le emissioni di Co2. Sono azioni che hanno evitato nel tempo di contrapporre, come avvenuto altrove, il lavoro (il parco industriale mantiene ancora oggi circa 1, 5 mila posti di lavoro ufficiali tra diretti ed indotto) alla salute e alla tutela ambientale. Certo molte cose devono essere ancora fatte, deve essere sorvegliato lo sviluppo delle migliori tecnologie disponibili (B. a. t.) a cui sono legati i limiti di scarico in recepimento delle direttive internazionali, si deve essere intransigenti sui controlli da parte degli Enti preposti, deve essere mantenuta la sorveglianza sanitaria sugli ex esposti all’amianto (problema che non riguarda solo Solvay, ma anche altre industrie o attività del territorio, i lavoratori portuali, ferrovieri ecc.) , si deve tenere alta l’attenzione sui dati sanitari e sui livelli di inquinamento complessivo (anche proveniente da altri fattori antropici). È un’attività che non consente banalizzazioni, sovrapposizioni di argomenti, ma al contrario richiede attenzione, competenze tecniche e scientifiche attendibili, ma, soprattutto, serietà, fermezza e assenza di interessi di parte o strumentalizzazioni politiche. Mantenere questo atteggiamento vuol dire difendere il territorio, il suo ambiente, i suoi diversi (tutti) comparti economici, ma soprattutto tutelare i cittadini.


*Sindaco di Rosignano