Degrado infinito in via di Castelpiero: «Le ambulanze qui non passano»

Inviate in prefettura oltre 200 firme degli abitanti di Gabbro. «Il Comune faccia i lavori, è uno slalom fra le voragini»

GABBRO. Per muoversi da casa, rigorosamente coi fuoristrada o con le vecchie auto a trazione integrale, devono fare lo slalom fra buche e voragini. Ostacoli sempre più numerosi che appena piove diventano insidiosi, riempiendosi d’acqua senza dare più alcun riferimento sulla profondità. Nonostante gli abitanti, da tempo veri e propri piloti di rally, su quel tratto di sterrato sappiano esattamente dove passare per non bucare le gomme o rompere le sospensioni. A differenza dei numerosi automobilisti di passaggio, che invece rischiano ogni giorno. Proteste degli abitanti di via di Castelpiero, una strada che collega la regionale 206 a Castelnuovo della Misericordia, Nibbiaia e Gabbro attraverso via Traversa livornese.

«Negli ultimi anni non c’è mai stata manutenzione», fanno sapere le 20 famiglie che vivono in zona o hanno interessi nelle aree circostanti, magari semplicemente nei campi coltivati di cui si prendono cura.«Se c’è un’emergenza, qui l’ambulanza non riesce a passare – è la denuncia – ed è un problema non da poco, visto che oltre agli abitanti e ai proprietari dei terreni, in molti vanno su o lasciano la macchina a inizio via per venire a camminare, dato che qui vicino c’è pure il Parco culturale di Camaiano». Oltre alle buche, il problema è la natura che con l’incuria si riprende il suo posto. Piante e alberi, da bordo strada, invadono sempre più la carreggiata. Con gli abitanti che le tagliano da soli, senza contare sull’aiuto di nessuno. «La notte fra il 9 e il 10 settembre 2017, mentre Livorno fu devastata dall’alluvione – proseguono – anche via di Castelpiero ebbe danni, seppur minori. A nostre spese prendemmo in affitto a una ruspa per liberarla da fango e detriti. La protezione civile di Rosignano arrivò solo a cose fatte, dicendo che era tutto a posto. Logico, ci avevamo pensato noi».

Cinque anni fa, il 20 novembre 2014, un albero cadendo sfiorò l’auto di due residenti. Mentre l’anno scorso, per risolvere il problema della strada «che sembra bombardata dalla guerra», due abitanti comprarono della ghiaia per spargerla lungo la carreggiata. Per questo le famiglie si appellano al Comune, che negli ultimi incontri ha sempre proposto loro la creazione di un consorzio per la manutenzione della strada «al quale sarebbe stata comprata e consegnata la ghiaia», ma che «si sarebbe assunto tutte le responsabilità in caso di eventuali problemi e disagi futuri». «L’amministrazione cita un decreto legislativo del 1918, il 1446, che però delinea questa possibilità come facoltativa – concludono gli abitanti – quindi non la consideriamo un’opzione percorribile. Il Comune ci deve aiutare. Non abbiamo né illuminazione e se nevica è il caos e non viene nessuno ad aiutarci. Più che una strada, è una mulattiera. Qualcuno ci aiuti».